La rete intervista la rete / La red entrevista a la red

            Entrevista a Ricardo Gómez de Cádiz, pintor. 
Parets del Vallés, Barcelona, Spain
Blog: gomezdecadiz.

2b86bd7832c46c123792d92fa36dd3e5.jpg 

 Traduzione italiano: Continua…

Siempre he considerado los cuadros como un punto de vista sobre el mundo ¿qué quieres expresar a través de tus cuadros?

d210c3b4a5d2f5e0b2debf227520cdcc.jpgEn primer lugar,en cuanto a lo que quiero expresar a través de mis cuadros es una forma de dar salida a mis pensamientos,y en cierto modo creo que es una crítica al “arte con mayúsculas” y lo que representa todo ese mundo.

Una curiosidad. ¿Qué sientes cuando estás delante de una tela blanca antes de empezar tu obra? ¿Angustia, alegría, dudas…?

En cuanto a la segunda pregunta,digamos que duda y ansiedad por ver el resultado final,a veces me desespero cuando llevo mucho tiempo con un cuadro sin terminar.

He leído que has recibido una fuerte influencia de pintores surrealistas como Dalí, Magritte, y aún antes, Modigliani pero no nombras el cubismo de Picasso ¿es por algún motivo en particular?

2b57e7174ba001f47b1a6d6c741a3f14.jpgEn cuanto a mis influencias,siempre me llamó la atención el Surrealismo porque me gustaba y me sigue gustando,aunque no tanto,la pintura en la que se ve algo real,aunque sea dentro de la irrealidad,de ahí mi gusto por el Surrealismo,y también el Hiperrealismo,entre ellos la obra de Antonio López. (.epdlp. ) Aunque ultimamente tengo bastantes dudas sobre lo que de verdad me gusta,pues curiosamente cada vez me gusta más el arte abstracto que nunca me había llamado en exceso la atención.
Quizás con el tiempo se llega a apreciar algo que antes no tení interés para mí.

Modigliani,no se porqué me ha cautivado,quizás por sus obras con esas miradas perdidas…
y es como te decía antes un pintor en el que nunca me había fijado en exceso.

En cuanto a Picasso,aunque reconozco su trabajo que ha sido muy intenso,creo con todo el respeto que merece,que se le ha dado una excesiva importancia,incluso política a su obra.

Y el cubismo tampoco es un invento de él,ha habido otros pintores con menos difusión que tambiénedd9da6111fe99346afc582edbb40d6a.jpg estaban en ese movimiento.

Me interesa mucho la cultura que se expresa en la calle, cito un nombre, Keith Haring, hijo de los años 70/80, quizás un dadaísta, según tu opinión, hoy en día ¿qué dirección está tomando la pintura?

Conozco algo la obra de Haring,aunque no e atrevería a clasificarla en ningún apartado más allá del arte pop o el graffitti que también me parece una forma actual de arte.

En mi opinión el arte actualmente está muy devaluado,ya no se aprecia el que una pintura te guste o no.Sino que lo que importa es quien la firma y cuanto puede valer en el mercado especulativo.

Yo desde mi modesto punto de vista,intento de alguna forma derribar todo esto,intentando acercar el arte a un público que no puede acceder a una firma,pero que disfruta teniendo en su casa una obra de arte,digámoslo así,aunque sea “arte menor”.

Una pregunta estúpida: ¿Cuál es la diferencia entre una obra de arte y un buen cuadro?

En cuanto a tu última pregunta no la considero estúpida ni mucho menos,justamente viene
a relacionar lo que decía antes.

Yo lo que intento hacer es un buen cuadro,simplemente,sin importarme mucho que sea o no una obra de arte,eso lo dejo para los “expertos” en decidir que es una obra de arte y que no.

59c5866ae7bb5b204ae5490357c0f880.jpgCreo que resumiendo un poco mi intención al pintar no es hacer algo “inmortal”,simplemente
quiero disfrutar pintando y como digo en el blog,que el espectador tenga algo más que un cuadro.

Es muy importante para mí ,que alguien aunque no sea un experto en arte,quiera tener un cuadro de alguien que se lo ha pintado a su gusto…sin importarle mucho si es un artista consagrado o no.

———————————————–

guestbook

Ho sempre considerato i quadri un punto di vista sul mondo, tu cosa racconti attraverso i tuoi quadri?

Innanzitutto, per quanto riguarda ciò che voglio esprimere attraverso i miei quadri, è un modo per dare sfogo ai miei pensieri e poi vorrebbe essere anche una critica all’arte con la A maiuscola e ciò che essa stessa rappresenta.

Una curiosità: cosa provi quando ti trovi davanti una tela bianca, poco prima di iniziare un tuo lavoro. Ansia, gioia, dubbi…

Diciamo che provo dubbi ed ansia prima di vedere il lavoro compiuto, poi a volte dispero quando ci metto tanto tempo a finire un quadro.

Ho letto che hai subito molto l’influenza dei surrealisti, Dalì, Magritte, e prima ancora da Modigliani, mentre non nomini il cubismo di Picasso, c’è un motivo particolare?

Per quanto riguarda le mie influenze, sono sempre stato attratto dal Surrealismo perché mi piaceva e continua a piacermi, forse non come prima. Sono sempre stato attratto dalla pittura che raffigura un qualcosa di reale anche se è nell’irrealtà, da qui il fascino che provo nei confronti del Surrealismo ed anche dell’iperrealismo, ed in particolare per l’opera di Antonio Lopez.

Negli ultimi tempi subisco parecchi dubbi su cosa mi piace veramente, curiosamente mi piace sempre di più l’arte astratta alla quale non mi ero mai interessato molto in passato. Forse, solo nel corso del tempo si riescono ad apprezzare molte delle cose che hanno attraversato il nostro vissuto.

Non sono mai riuscito a capire perché sono stato rapito da Modigliani, forse per le sue opere con quegli sguardi persi… e come ti dicevo prima è un pittore sul quale non mi ero mai soffermato, se non per una curiosità dovuta.

Per quanto riguarda Picasso, anche se riconosco che il suo lavoro è stato molto intenso, credo, con tutto il rispetto che si merita, che gli sia stata attribuita un’eccessiva importanza, forse anche politica verso le sue opera.

Ed il cubismo nemmeno è una sua invenzione, c’erano già altri pittori meno conosciuti che operavano in questo movimento artistico.

Mi incuriosisce molto quella cultura espressa dalla strada, faccio un nome, Keith Haring, figlio degli anni 70/80, forse anche Dada, oggi, secondo te che direzione sta prendendo la pittura?

Conosco un po’ l’opera di Haring, anche se non oserei inquadrala in nessun ambito che vada oltre la Pop Art o i graffitti, che considero comunque una delle tante forme dell‘arte contemporanea.

Secondo me, attualmente il concetto di arte è molto svalutato, non è importante che un dipinto ti piaccia o meno ma quello che importa è chi lo firma e quanto può valere nel mercato.

Io, dal mio modesto punto di vista, intendo in un certo modo sfatare tutto questo, cercando di avvicinare l’arte ad un pubblico che non può accedere a una firma, ma che gode nell’avere a casa un’opera d’arte, diciamolo così, benché sia di “arte minore”.

Una domanda stupida: Che cosa, a tuo parere differenzia un’opera d’arte da un buon quadro?

Non la ritengo affatto stupida, ma riassume tutto quello che ho detto prima.

Io cerco di fare semplicemente un buon quadro, fregandomene del fatto se sia o meno un’opera d’arte, questo lo lascio agli “esperti” decidere cos’è un’opera d’arte e cosa non lo è.

In sostanza, credo che quando dipingo la mia intenzione non è quella di fare qualcosa d’”immortale”, semplicemente voglio godere dipingendo e come dico nel blog, che lo spettatore abbia un qualcosa in più di un quadro. E’ molto importante per me che chiunque, anche se non è un esperto di arte, possa avere un quadro di un pittore e un artista libero, non è importante se è un artista consacrato o meno.

La rete intervista la rete / La red entrevista a la redultima modifica: 2008-04-06T21:10:00+00:00da ilparra
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento