Il fascino discreto del tè verde

250px-Tea_leaves_steeping_in_a_zhong_čaj_05.jpgIeri, a casa mia si è verificato un piccolo evento, una di quelle circostanze che andrebbero appuntate su un qualunque calendario da parete se solo avessi il coraggio di appenderne uno. Oltretutto le pareti di casa mia sono di indole anarchica, non amano essere seviziate da chiodi. Così, per una serie di circostanze di matrice familiare, una confezione di tè verde ha varcato la soglia della cucina. Non avrei mai pensato di arrivare a  tanto, nella mia cucina ho sempre solo consentito l’ingresso al caffé, circostanziato nelle miscele arabiche o sudamericane e naturalmente alla camomilla, per i momenti virulenti e tossici dell’influenza. L’embargo alla teina mi ha spesso gettato addosso malsane occhiatacce, aggiungo che la cocciutaggine ha funestato la mia vita, più o meno come la scuola, il canone Rai e il minestrone di verdure. Tornando alla cronaca dell’evento: per depistare l’idratante sagacia del tè verde  ho tenuto la scatola celata dentro al sacchetto della spesa fino all’ultimo istante, per poi introdurla rapidamente nella credenza, questo per non farle prendere troppa confidenza con l’ambiente circostante. Meno sa meglio è, con tutte quelle bustine che sembrano tanti pizzini di provenzana memoria… D’istinto mi è anche venuto di parlare a voce bassa, è sempre meglio non rivelare troppi particolari al nemico, quante spy story si sono consumate alle pendici di una fumante tazza di tè. Ieri sera, dopo le 19 la mia cangiante metà ha pensato bene di protendersi verso il tè verde, io mi sono limitato ad osservarla da lontano, in poltrona, in attesa di eventi come un qualunque 007 in pantofole. Niente, non è successo niente, abbiamo cenato, visto un po’ di tv, sfogliato il giornale e poi nanna. Ma per la suddetta mia metà il calvario non aveva ancora avuto inizio, mentre io dormivo cullato nella trapunta, ella, con occhi sbarrati non si capacitava per quale dannata ragione le braccia di Morfeo non la raggiungessero. Poi l’illuminazione.. Tutta colpa del tè verde che si è avidamente pappato parte del suo sonno. Al risveglio, come per magia quella bustina di tè è diventata una borsa appesa nel guardaroba delle occhiaie, ora se ne stà lì in bella mostra a idratarsi di vizi e virtù che appartengono all’universo mondo delle favole. 

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Il fascino discreto del tè verdeultima modifica: 2009-02-01T14:33:16+00:00da ilparra
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