Dove c’è Barilla c’è marketing

Spesso il mio stupore si attiva con lo stupidario, ossia con tutte quelle manifestazioni correnti geneticamente modificate dall’incomprensibilità  delle loro azioni. Perché una persona in una posizione tanto in vista si appropria a dichiarazioni talvolta improprie o peggio ancora inconsulte? In un’epoca di uffici stampa, portavoce, segretarie tuttofare, twittatori professionisti, blogger aziendali, tutor, coaching, com’è possibile che persone mediaticamente tanto in vista, datori di esperienze come pochi, si facciano vincere dalla propria fabula. Anni di spot con l’Armando Testa, diretti da Fellini, Wim Wenders con Alessandro Baricco per poi farsi pungere da una banale trasmissione radiofonica, la Zanzara. Soprattutto perché parteciparvi?  L’abilità della comunicazione è anche quella di sapersi sottrarre  all’imprevedibilità  di domande che deformano più che informano, il cui unico scopo è quello di destrutturare l’ospite di turno con domande sapientemente puntute e persuasive, a caccia di risposte a caldo che poi vengono riprodotte e vampirizzate dalla rete.  Ma…..secondo voi un’azienda di tale risonanza non si fa prima passare le domande che  verranno rivolte alla sua massima espressione manageriale?

 

Cosa penso? Penso semplicemente che era un’operazione studiata a tavolino, l’idea era quella di accostare il marchio a una tematica oggi molto presente nell’universo mediatico. Una sottile operazione di marketing globale, utile a posizionarsi ancora più stabilmente e soprattutto necessaria a smarcarsi da altri brand, rischiosa quanto persuasiva, per chiamare a raccolta i propri consumatori fedeli  intorno al proprio camino a legna in questo lungo inverno dei consumi. Difficile dire se l’operazione pubblicitaria giungerà a buon fine, sarà il tempo a determinarne le variabili in cifre, ma l’obbiettivo diffusivo del messaggio per ora è stato raggiunto.  Oggi ovunque si parla di Barilla, anche qui in Spagna, i detrattori per primi amplificano il messaggio, perché poi è sempre così l’eco mediatico attira sempre i traghettatori di pubblicità, mai troppo lontani dalla politica e dai giornali.   Si tratta di aspettare, quando l’onda mediatica atta a custodire il grande gioco pubblicitario cesserà,  vedremo la reale portata di questa operazione. Nel frattempo perdurerà il campionario delle incazzature, del resto oggi possiamo dire più che mai che la pubblicità non è più solo l’anima, ma anche il corpo del commercio. 

Dove c’è Barilla c’è marketingultima modifica: 2013-09-27T12:47:00+00:00da ilparra
Reposta per primo quest’articolo

2 Comments

  1. Ciao Gian Luca, bello questo post mi fa pensare, il tuo punto di vista è molto profondo, io invece, permettimi la mia umile opinione, qundo l’ho ascoltato su youtube perchè dopo tanto battage su questa intervista ho voluto capire, l’intervistatore fa questa domanda sulla pubblicità e Guido Barilla, risponde quasi scazzato, come a dire: “che cavolo di domande mi fate?” In effetti è vero molti marchi, come Ikea ecc hanno spaziato, però francamente io la Barilla la vedo tradizionale da sempre è un marchio un brand della famiglia italiana tipica e ha rispettato sempre questo target e con grande successo, e non ha bisogno di questi effetti shock poi è lui che decide è lui che paga un immagine che deve essere quella che rispecchia il mondo Barilla.Ciao( Milena una blogger per caso, anche perchè non so se esisterò ancora per via del travaso su Word press)PS:ti eri letto il tuo commento era su un mio post del 10/11/2005

  2. Ciao Milena, sono contento che tu abbia trovato il post interessante. Ma sai… l’universo della comunicazione è sempre molto interessante, proprio perché non esistono verità, ma tantissime opinioni che sorreggono “presunte” verità. Dipende sempre dalla prospettiva dalla quale si osserva il tutto, se ci si concentra verso una direzione oppure l’opposta. :-)))

Lascia un commento