08 marzo 2013
L’ora sbagliata per andare a dormire
Ci sono notti che attendo proprio il secondo, terzo sbadiglio per farmi sospingere verso il letto, altre notti è solo la pigrizia del non voler stare in piedi che mi porta nella direzione della camera da letto. Nella mia vita non è mai esistita un’ora precisa nella quale andare a dormire, le scelte del sonno sono state sempre dettate da mamma casualità. Dico questo perché mi capita spesso di sentire persone che vanno a dormire ad un orario fisso, recentemente una persona mi diceva, poco dopo la mezzanotte, cascasse il mondo io vado a nanna, televisore, giornali, netbook, partner, qualsiasi aggeggio più o meno connesso come conviviale compagnia. Ecco io non sono così, non saprei proprio che farmene di un’abitudine così impositiva, no, il sonno è mio e me lo gestisco io, per parafrasare un vecchio slogan dai capelli bianchi.
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06 marzo 2013
L'automobile che non c'è
Sarà… ma sono convinto che l’auto più tecnologica, più evoluta e soprattutto quella più compatta, con consumi praticamente inesistenti è quella che non esiste. L’automobile oramai è un mezzo che tradisce la lentezza di un tempo lontano dal quale proviene. Che senso ha misurarsi con la fibra ottica di nuova generazione, con una rapidità di connessioni che diventano sempre più istantanee, con la coda al semaforo, i 40Km/h di media del traffico cittadino. Non è la tecnologia all’interno dell’abitacolo che rende la macchina un mezzo evoluto, credo proprio che sia la scelta di non possederla che ci rende più coerenti e consapevoli del significato di vivere un’epoca dove le scelte devono confinare sempre più con uno standard di vivibilità comune. Personalmente credo proprio che nell’arco di 2/ 3 anni mi libererò finalmente della macchina, noleggiandone una quando serve e utilizzando i mezzi pubblici per gli spostamenti nel quotidiano. Per altro in Spagna i taxi hanno un costo più accessibile. Inverno più mite a Valencia, minor spesa di riscaldamento, ecco, anche scegliere dove vivere può diventare una scelta consapevole.
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04 marzo 2013
La trasparenza del calcio
Non saprei dire con precisione quando è cominciato, ma soprattutto perché è cominciato, da almeno 3 anni del calcio non mi importa più nulla, tanto che quasi non conosco nemmeno gli ultimi acquisti delle più importanti squadre del campionato.
Non so se sono cambiato io o è cambiato il calcio. Il pallone mi sembra sempre rotondo, le maglie più o meno sono sempre le stesse, gli scandali, le scommesse sono sempre esistiti, così il doping, i favori arbitrali, eppure prima di tutte queste aggravanti non mi importava nulla, il pallone rimbalzava nella mia vita sempre a favore della mia curiosità, autenticandola sempre di ovali passioni, ma ora non più.
Il calcio è diventato leggero, il pallone si è come sgonfiato, i calciatori trasparenti, i risultati e le classifiche amenità numeriche e statistiche evase dal mio più prossimo quotidiano. In tutto questo non so che cosa sia successo dentro di me, qualcosa si è fermato appendendosi al fatidico chiodo ma non so proprio cosa sia…. Forse proprio è la trasparenza del calcio che quando smette di battere dentro torna ad essere evanescente.
14:16 Scritto da ilparra | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: calcio trasparenza, il parra | OKNOtizie |
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Tra me e il caffè
Sono uno di quei virgulti esseri bipedi che fino a pochi giorni fa diceva fiero: toglietemi tutto ma non i miei 2 caffè giornalieri, rispettivamente la mattina appena sveglio e il dopo pranzo. Invece è successo, nei giorni scorsi una lieve intossicazione alimentare mi ha portato forzatamente ad abbandonare l’abitudine in tazzina. Il caffè con quel suo viatico discensionale ti può mettere seriamente nei guai se sei debole di stomaco. Ed in questi giorni il mio tallone d’achille è proprio lo stomaco. Pensavo di non farcela, il caffè è un’abitudine che a mia insaputa si è fatta necessità, è un vezzo che si è fatto vizio, bolle nei miei pensieri prima ancora che sul fornello. Invece eccomi qua, è trascorsa quasi una settimana senza un sorso di caffè, la mattina al risveglio mi adagio nello stomaco una calda tisana, che mi garantisce i contributi pensionistici necessari affinché il lavoro dello stomaco sia contrattualmente registrato.
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L'Italia che non c'è
Guardare l’Italia dall’estero è un po’ come guardarsi le spalle, è difficile conservare la giusta postura ma la sensazione di scoprire di se dei lati sconosciuti è assai più che una banale sensazione. L’Italia intrisa di quella retorica popolare, di quel populismo di maniera che si respira di fronte ai mezzi di comunicazione, giornali e telegiornali è assai lontano. Appare uno strano paese che si delinea per le sue poche certezze che l’hanno reso celebre ovunque, cucina, moda e qualche figura nota al costume. Appare come un paese che sfugge a qualunque voglia narrativa, sfuocato e ignorato. L’Italia vista da lontano, da occhi indiscreti di un italiano qualunque non è la stessa Italia che appare vista dal di dentro, forse per scoprirne il suo vero lato oscuro occorre proprio starle lontano.
00:33 Scritto da ilparra | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: italia, il parra | OKNOtizie |
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26 settembre 2011
Fate cabaret,grazie! e-book
Se dovessi dargli un nome direi manuale, anzi Manuele del perfetto cabarettista...
Leggi E-book gratuitamente:
http://www.lulu.com/items/volume_71/11245000/11245314/1/p...
22:32 Scritto da ilparra in Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fate cabaret grazie, cabaret, autore cabaret, gianluca parravicini | OKNOtizie |
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09 aprile 2010
Questione di gusto
Più le guardo e più mi convinco…. sto parlando delle caramelle! Secondo me le caramelle sono come delle domande, c’è una domanda all’arancio, una al limone, alla menta, alla fragola, ai frutti di bosco…. Sono lì, vestite a festa anche nei giorni feriali e nei momenti più formali, più o meno addolcite nel loro carattere, così, una volta che si è arrivati al capolinea di una necessità non si può fare altro che calare la mano nel barattolo avvinti dal bisogno per vedere quale caramellata domanda abbocca. Non faccio distinzioni e poi mi piace fare indossare alle mutanti casualità "mutande" di profezie…. quindi se abbocca una caramella alla menta le risposte che riesco a darmi sono precise e puntuali, a volte irriverenti. Brutto segno se capitano caramelle alla fragola, le risposte che produco cominciano ad atrofizzarsi, sento in me subito gusto di stantia irrisione e vengo subito preso dalla voglia di nascondermi in un armadio. Le caramelle al limone mi costringono, o per meglio dire, mi astringono una sempiterna calma, è un gusto sostanzialmente propositivo, bonificante, quasi materno. I momenti piccoli o grandi che si avviluppano alla vita sono spesso definiti e ricordati soprattutto per una questione di gusto, in fondo anche la vita è una questione di gusto.
13:11 Scritto da ilparra in Il raggio verde | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: caramelle, letteratura caramelle | OKNOtizie |
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01 aprile 2010
L'irriverenza dei libri....
Al di fuori del cane, il libro è il miglior amico dell’uomo. Dentro il cane è troppo buio per leggere il libro. ( Groucho Marx)
Mi piace osservare in metropolitana, ma anche sui mezzi di superficie, non faccio discriminazioni, chi sta leggendo un libro. La prima cosa che mi incuriosisce sono le condizioni dello stesso, poi lo sguardo con il quale si interagisce con la pagina, per ultimo il titolo. Dal grado di torsione del capo si colgono subito le diottrie del lettore, dall’espressione della bocca cerco di interpretare l’interesse per la pagina in questione. Ci sono quelli che alzano la copertina per l’orgoglio di mostrarla al prossimo, altri, laddove la stasi del vagone lo consente, depongono una mano in tasca, inforcando il libro con la sola mano libera. Mi sembra che gli uomini leggono preferibilmente in piedi, mentre le donne cercano il posto a sedere per leggere, quando l’equilibro interiore ha necessità anche di un sostegno materiale. Quelli che governano tra le mani tomi di cinquecento pagine, raramente alzano lo sguardo, hanno solo la necessità di spazio, per questo tendono a dilatare i gomiti alla conquista di terreno…. mentre i piccoli libelli che escono scalpitanti dalle borsette e dalle tasche, si accontentano di farsi avvicinare anche dal vicino di prostata…. dalle pieghe delle copertine si capisce che conoscono alla perfezione i luoghi dell’anima, ma anche il salotto, il letto e il bagno del loro proprietario. Molti dei libri che leggiamo parlano anche di noi…. Per questo è opportuno tenerli sempre d’occhio…..
14:28 Scritto da ilparra in Il raggio verde | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gianluca parravicini, woody groucho, il parra | OKNOtizie |
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