17 febbraio 2010
E' tornata Alda Merini, un ritratto sui Navigli
17:49
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02 giugno 2008
Il Parra traduce il peggior poeta di sempre, William McGonagall
Per prima cosa, onore al peggior poeta di tutti i tempi…..
I critici l’avevano battezzato il “peggior poeta del mondo” ma una raccolta di 35 opere dello scozzese William McGonagall è stata venduta recentemente al prezzo di 6600 sterline in occasione di un asta a Edimburgo.
Nato a Dundee (Scozia) nel 1825, faceva il tessitore, McGonagall ha iniziato a scrivere poesie all’età di 47 anni ma i suoi versi senza ispirazione, piatti come una mano, gli hanno valso nel giro di poco tempo una reputazione poco invidiabile, tanto che le persone che partecipavano alle sue pubbliche letture gli lanciavano frutta e verdura. McGonagall non è il più bravo dei poeti però in effetti è il più popolare oggi, ha spiegato un consulente della casa d’aste Lyon and Tumbull, Alex Dove.
I 35 poemi, quotati tra le 4.500 e le 6.600 sterline sono stati acquistati al prezzo di 6.600 da un collezionista privato. Si ritiene che questi poemi sono stati la sua principale fonte di reddito, ha aggiunto il signor Dove.
La vendita di venerdì colloca McGonagall alla pari delle copie della prima edizione dei libri di Harry
Potter autografati dalla scrittrice J. K. Rowling, secondo il quotidiano The Daily Telegraph.
Uno dei suoi poemi più famosi racconta così un incidente di treno su un ponte che attraversava il fiume Tay nel quale 75 persone persero la vita nel 1879.
“Il treno viaggiava piano sul ponte del Tay
Quando è arrivato alla metà
Uno dei pilastri centrali in un fracasso ha ceduto
E il treno ed i passeggeri sono precipitati nel Tay”.
( libera traduzione del blog del Parra)
el peor poeta del mundo: POETA
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18:55
Scritto da : ilparra
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24 maggio 2008
Biografia di un pastore protestante, da nazista a oppositore di Hitler
«Quando i nazisti presero i comunisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei,/ e io non dissi nulla/ perché non ero ebreo./ Poi vennero a prendere me./ E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa». Martin Niemöller (Lippstadt, il 14 gennaio 1892 - 1984)
"Primero vinieron a buscar a los comunistas y no dije nada porque yo no era comunista.
Luego vinieron por los judíos y no dije nada porque yo no era judío.
Luego vinieron por los sindicalistas y no dije nada porque yo no era sindicalista.
Luego vinieron por los católicos y no dije nada porque yo era protestante.
Luego vinieron por mí pero, para entonces, ya no quedaba nadie que dijera nada".
/videos. Español, poema de Martin Niemoller
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06 marzo 2008
EXTRATERRESTRE
Humberto Garza Cañamar ( poeta messicano ) Nací en 1948 en Montemorelos Nuevo León México.
Grabación en MP3 Carmen Feito Maeso
Como una viajera interplanetaria
que no comprendía los gestos de alegría
o de enojo,
así eras tú.
Con tus ojos mágicos y extraños
me veías llorar y golpear la tierra,
me veías rechinar los dientes
en momentos raspados por higueras
que tirarían sus hojas en septiembre.
Mirabas el peso de la noche
cayendo lentamente
sobre mí,
aplastando mi cuerpo
sobre un pasto de voces y suspiros
que mi sangre teñía
gradualmente...
de gris.
Después,
el aire se impregnó con cenizas humeantes,
con ruidos de turbinas,
y cantos de pájaros distantes,
y te alejaste...
dejándome entre el aire ionizado,
sufriendo la tensión y ambigüedad
que provoca desorden
y provoca desastre.
Me dejaste flotando en cotidianas preocupaciones,
amando tu rostro joven
y el desamor de tu medianoche.
En algún lugar te acordaste de mí
porque llamaste para decirme:
“Voy camino al astro zahorí
en mi nave de ausencia,
rodeada por madrugadas secas,
heridas por un ruido automotriz.
Espera mi regreso
en un día cargado con botones de azahar
henchidos de perfume
y dispuestos a reventar.”
Yo te escuché,
aguijoneado por el ahogo febril,
contemplando largas páginas
que había por escribir.
Tal vez cuando regreses
tu apariencia y expresión sean más delgadas,
casi imposibles de leer.
Posiblemente seas una canasta
llena de alaridos salvajes,
un laberinto de funciones desconocidas,
un ruido que mendiga al aire
sonando inútilmente su cascabel.
Pero me intrigarán igual
tus dedos temblorosos,
tus miedos, tus desdenes...
y el inmenso misterio extraterrestre
de tu ser.
22 dicembre 2007
Desiderata
Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.
Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.
Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benche' umile;
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo e' pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'e' di buono;
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsita', il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
Fa di tutto per essere felice.
Max Ehrmann
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22:35
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16 dicembre 2007
¿CÓMO ERA?
La puerta, franca.
Vino queda y suave.
Ni materia ni espíritu. Traía
una ligera inclinación de nave
y una luz matinal de claro día.
No era de ritmo, no era de armonía
ni de color. El corazón la sabe,
pero decir cómo era no podría
porque no es forma, ni en la forma cabe.
Lengua, barro mortal, cincel inepto,
deja la flor intacta del concepto
en esta clara noche de mi boda,
y canta mansamente, humildemente,
la sensación, la sombra, el accidente,
mientras ella me llena el alma toda.
Dámaso Alonso
http://es.wikipedia.org/wiki/D%C3%A1maso_Alonso
Biografia in italiano: http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_alonso.htm
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19:35
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01 novembre 2007
L'avere
Resta, al sommo di tutto, questa capacità di tenerezza
Questa perfetta intimità con il silenzio
Resta questa voce intima che chiede perdono di tutto:
- Pietà! perché essi non hanno colpa d'esser nati...
Resta quest'antico rispetto per la notte, questo parlar fioco
Questa mano che tasta prima di stringere, questo timore
Di ferire toccando, questa forte mano d'uomo
Piena di dolcezza verso tutto ciò che esiste.
Vinicius de Moraes
19:05
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27 ottobre 2007
Poesia di Octavio Paz
Dire:fare
Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio,
tra ciò che taccio e sogno,
tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.
Scivola
tra il sì e il no:
dice
ciò che taccio,
tace
ciò che dico,
sogna
ciò che scordo.
Non è un dire:
è un fare.
È un fare
che è un dire.
La poesia
si dice e si ode:
è reale.
E appena dico
è reale,
si dissipa.
È più reale, così?
Octavio Paz
http://it.wikipedia.org/wiki/Octavio_Paz
19:20
Scritto da : ilparra
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22 ottobre 2007
PAUSA
Ogni tanto bisogna fare
una pausa
contemplarsi
senza l'abitudine quotidiana
esaminare il passato
dato per dato
tappa a tappa
mattonella per mattonella
e non piangersi le menzogne
ma cantarsi le verità.
Mario Benedetti.
traduzione di F. Guerrini
Pausa
De vez en cuando hay que hacer
una pausa
contemplarse a sí mismo
sin la fruición cotidiana
examinar el pasado
rubro por rubro
etapa por etapa
baldosa por baldosa
y no llorarse las mentiras
sino cantarse las verdades.
Mario Benedetti
http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Benedetti
http://es.wikipedia.org/wiki/Mario_Benedetti
21:40
Scritto da : ilparra
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18 ottobre 2007
Due parole
Una poesia di Alfonsina Storni
Due parole
Questa notte all'orecchio m'hai detto due parole.
Due parole stanche
d'esser dette. Parole
cosi' vecchie da esser nuove.
Parole cosi' dolci che la luna che andava
trapelando dai rami
mi si fermo' alla bocca. Cosi' dolci parole
che una formica passa sul mio collo e non oso
muovermi per cacciarla.
Cosi' dolci parole
che, senza voler, dico: "Com'e' bella la vita!"
Cosi' dolci e miti
che il mio corpo e' asperso di oli profumati.
Cosi' dolci e belle
che, nervose, le dita
si levano al cielo sforbiciando.
Oh, le dita vorrebbero
recidere stelle.
(Trad.Angelo Zanon Dal Bo)
22:35
Scritto da : ilparra
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