Non solo vino…..

I vini vanigliati sono peggiori della chirurgia plastica, perché questa ti lascia l’anima intatta: con gli aromi al contrario il vino perde l’anima….

Un mondo, tanti vini

Recensione del film Mondovino (2004)

Mondovino è un film politico, a volte troppo; Viaggiando dagli Stati Uniti alla Francia, passando per l’Italia, il Brasile e l’Argentina, Nossiter parte da una singola questione per affrontare un versante molto ampio di discussione.



Recensione Mondovino (2004) - Un mondo, tanti vini
La globalizzazione, quella “cattiva”, quella che sfrutta e riduce le complessità e le diversità culturali, che omogeneizza, che appiattisce, spesso identificata nel colosso del fast food McDonalds, non riguarda solo panini con l’hamburger e cola, ma anche bevande ben più nobili, complesse e raffinate come il vino. È questo che il regista Jonathan Nossiter vuole raccontare in Mondovino: la globalizzazione economico-industriale e più propriamente enologica che colpisce il nettare degli dei ma anche (e forse soprattutto) il problema dell’appiattimento e dell’omologazione del gusto, che esso riguardi il vino, il cibo ma anche l’abbigliamento e il cinema.

 Pensare che:

forse solo nel vino è rimasto ancora qualcosa che odora della terra…..forse…  E’ una bevanda che respira, ma che comincia ad acquisire l’odore del mercato, del denaro, della moda. Il vino ha voglia di farsi raccontare, prima ancora che di farsi bere, ha bisogno di dare e ricevere…. Ha bisogno del vetro e non di cartoni e lattine….   che disonorano la terra dal quale è stato prodotto, ha bisogno del suo tempo e non della fretta. Il vino non può essere nella precarietà di chi ha raccolto l’uva, il vino deve custodirsi nel rispetto di chi lo cura, lo produce, lo offre, prima ancora di ricevere la frescura e l’invecchiamento di un’arcaica cantina. C’è del ragionevole mistero in ogni bicchiere di vino, c’è tutta la storia di un momento calato in quel sorso…..   c’è un sapore, un aroma, un gusto, c’è una vita…… 

                                                                                     il parra 

 

Non solo vino…..ultima modifica: 2007-07-30T18:55:24+02:00da ilparra
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10 Comments

  1. c’è un incontro tra il gusto, l’olfatto, la vista… c’è la magia di serate passare a sorseggiare un vino da riflessione, c’è la magia di cene a base di ritmi frizzanti o gusti secchi e fermi e decisi… non sono una grande conoscitrice di vino… nè sono un’ubriacona, ma ama conoscere e degustare sapori nuovi e antichi in compagnia di chi sa ancora apprezzarli… (P.s. i dio denaro ormai è entrato in ogni dove…)

  2. Condivido a pieno. Il vino è parte integrante della nostra cultura, è passione, evoluzione ma allo stesso tempo tradizione secolare. Ma è pur sempre un prodotto dell’uomo, perciò pessimi uomini = pessimo vino. Cercherò il film, sono curioso di vedere come ha affrontato l’argomento Nossiter. A presto!

  3. Nettare, pura essenza, arte, cultura.. il vino rimarra’ sempre tutto questo. La grande diffusione, i piccoli prezzi, il cartone , la globalizzazione non avranno mai la meglio finche’ esistera’ qualcuno che amera’ il piacere , il sapore e la tradizione ( e per fortuna siamo ancora in molti!). Te lo dice una tosco/friulana/veneta!

  4. Nettare, pura essenza, arte, cultura.. il vino rimarra’ sempre tutto questo. La grande diffusione, i piccoli prezzi, il cartone , la globalizzazione non avranno mai la meglio finche’ esistera’ qualcuno che amera’ il piacere , il sapore e la tradizione ( e per fortuna siamo ancora in molti!). Te lo dice una tosco/friulana/veneta!

  5. sono perfettamente d’accordo con te, amo il vino, gustarlo ascoltarlo… sentirne le sfumature e un vino vivo non puo’ essere fatto morire

    ciao parra buona giornata

  6. Se parli di vino-globalizzato non dimenticare chi ci sta dietro: chi è mandato a raccogliere le uve e non più con la passione che ci mettevano i nostri nonni ( ho passate tante vendemmie io ed è bellissimo ricordare i miei cari nonni lì, in mezzo a quelle vigne chinati sui grappoli con il fuoco nell’animo), ma con la fretta di chi deve arrivare prima degli altri, per accaparrarsi il posto in prima fila sugli scaffali dei supermercati; chi ci specula sopra perchè ormai la caccia al denaro è irrefrenablie, quando poi a farsi un mazzo così non è chi dà il nome a quella o questa bottiglia, ma chi suda per produrre…non dimantichiamoci di tutto ciò… tutto ciò che sta disrtuggendo la dignità di chi alla fine del mese si conta gli ultimi spicciolini in tasca: questa è la globalizzazione…

  7. @mai.esistita: non è importante che sia tu una buona conoscitrice di vini…. l’importante che sia il vino a conoscere te…. ah… ciao

    @Menu: il documentario è anche passato recentemente in tv, comunque il dvd è disponibile in rete…. alla salute ciao

    @cialtrony: tosco/friulana/veneta…. fantastico… invidio le tante “residenze” del tuo palato. ciao

    ciao terry e Luna…. buonagiornata anche a voi, per inciso la mia oggi è stata penosa, diciamo una giornata che sapeva di tappo….

    @purple-girl: è proprio tutte quelle bellissime storie di vendemmie che ho voluto ricordare….per fortuna la memoria non ha etichette… ciao

    ciao Pony: mal politica mezzo gaudio…..

  8. Nel vino l’odore della terra é svanito da un po’. Si trovano ancora buoni prodotti solo lontano dal mercato, nelle zone di produzione, ma sono sempre piú rari. L’unico odore che é rimasto é quelo muffo della carta moneta vecchia. Ciao.

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