Ancora Beat

136a05824baec1b5340e4235c3729622.jpg     Lawrence Ferlinghetti   

Il buddismo

Ferlinghetti ha un luogo di ritiro in una zona piuttosto selvaggia della costa della California, Big Sur, era un amante della natura e presentava una spiritualità liberale permeata di dolcezza. Questi aspetti del suo carattere lo portarono all’amicizia con buddisti praticanti americani, fra cui Ginsberg e Gary Snyder. Per l’aspetto politico, si descriveva come un anarchico nel cuore (un anarchico etico e orientato alla comunità) che era giunto ad accettare che l’uomo comune non era ancora pronto a vivere nell’anarchismo; quindi, ha supportato il modello socialdemocratico dei paesi scandinavi.

 

Pazzo mai

Pazzo mai

Eppure mai lontano

dal ludico ludibrio

o dal grottesco assurdo

Un recita-tragedie

Eppure

io chiedo il massimo alla poesia

il massimo all’arte

Solo l’assoluto deve adattarsi

all’Assoluta verità all’Assoluta bellezza

(Ah ipocrita postmoderno, vattene!)

lmpermeabile

come una roccia in un oceano

sopra le onde infrangibili

Samotracia irraggiungibile

su un promontorio

destinata a non cadere mai

o a non esistere mai

La Dea calva

o la Divinità rasata

viste da vicino

Che si muovano

e si voltino verso di noi

gesticolando

e scuotano il mondo

scuotano i nostri sensi

e sensori

e censori

Che i muri del tempio si scuotano

Che le stelle risplendano attraverso

un varco nel cielo

(come attraverso la volta del Pantheon)

per vedere 1 estrema

notte bianca

l’ultima

assurda visione

Ancora Beatultima modifica: 2007-07-31T16:40:00+02:00da ilparra
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8 Comments

  1. ma non era la beat generation l’apteosi del modernismo? con la sua libertà sessuale libertinaggio morale, diveti di vietare, e tutto il sofisma di quegli anni? che è adesso maledice la sua creatura?

  2. non sempre le poesie secernono un pensiero coerente…. secondo me questa poesia di Ferlinghetti ha una premeditata vocazione a perdere, è uno strappo al passato, a quel passato. L’ipocrisia di un passato che non torna e di cui molti se ne sono appropriati pur non avendone ne meriti ne titolo…. Emerge l’uomo, nella sua vetusta esperienza di vita e nella sua subodorante esperienza di morte…. ciao

  3. La poesia è bellissima. Credo che la beat generation fosse un tentativo di esorcizzare le anomalie consumistiche e guerrafondaie della modernità. Il viaggio on the road in macchina sulla route 66 era il sacrificio dell’oggetto meccanico e la ricerca dell’infinita bellezza della natura. C’era edonismo lisergico e sete d’infinito.
    Non erano futuristi che preferivano una ferrari alla nike di samotracia. Erano anime pure che cercavano di elevarsi e distruggere i prodotti di consumo.
    « La Beat Generation è un gruppo di bambini all’angolo della strada che parlano della fine del mondo » Jack Kerouac

  4. …. mi piace l’idea del “tentativo”…. Manu. Il viaggio, nelle sue infinite dimensioni, è sempre un tentativo… La Beat Generation è stato un viaggio lontano dalle certezze…..ciao!

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