L’enigma dei due custodi

Avevo in testa di scrivere questo post, ma non sapevo bene da che parte incominciare. Cominciamo con il dire che ci sono due custodi: il primo opera in un palazzo in centro dove lavoro io, il secondo è il custode del palazzo in cui abito sui Navigli. Entrambi sulla cinquantina, per la cronaca il primo napoletano, il secondo calabrese, l’uno veste sempre con camicia blu d’ordinanza, il secondo indossa camicie differenti. Fino a qui niente di strano, l’aspetto che li contraddistingue è il modo di porsi con le persone, il custode del centro saluta anche a 50 metri di distanza, accompagnandosi con un sorriso fuori ordinanza, il secondo, quello di casa mia, non saluta neanche se gli passi vicino. Antipatia epidermica, ho inizialmente pensato, poi ho notato che pratica il digiuno del saluto anche con altre persone, quindi la cosa si fa più interessante…. Quali sono i motivi che spingono il custode del centro a salutarti, e quali sono le ragioni che inducono il secondo ad ignorarti, ho pensato, con il latente dubbio che i due estremi comportamentali siano in qualche modo convergenti. Prima cosa, quale dei due atteggiamenti è più sincero? Aggiungo che non sono solito accompagnarmi alla mancia, anche la tirchieria è un male ereditario. Tutti quei saluti non solleticano forse un fine ultimo, mentre tutta quella indifferenza non soggiace forse a una consistente alterità? Se fosse solo timidezza per entrambi? E’ pur vero che in centro il “tanfo” di denaro rende tutti più gentili, quindi anche le formalità soggiacciono ad un prezzo, ergo, il mercato immobiliare e quello dei convenevoli vanno di pari passo. Se tutti questi atteggiamenti subiscono l’influenza del denaro, si capisce quindi come a livelli macroscopicamente superiori cosa possa succedere vista la perdurante intromissione del denaro. Banale a dirsi, ma non è forse questo il male vero del nostro tempo?

L’enigma dei due custodiultima modifica: 2007-07-31T10:50:00+02:00da ilparra
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5 Comments

  1. Non so, forse. So solo che più vado avanti e meno sopporto l’ipocrisisa. Eppure, qualsiasi manuale di psicologia spicciola (autostima, come riuscire nella vita, ecc…) non fa altro che insegnarti questo: se vuoi “arrivare” sii ipocrita. Triste ma è così. Il tuo intervento al mio blog mi ha fatto ridere, davvero. Grazie 😉

  2. Interessante la tua analisi sul denaro che diviene una sorta di misura di vari atteggiamenti, ed è ancora interessante che tu sia partito dall’osservazione di aspetti del quotidiano, che a volte passano inosservati per giungere ad un analisi più macroscopica.Purtroppo i pregi e i difetti del mondo di oggi spesso si riflettono anche in noi e chi ci passa accanto…
    Complimenti per il blog e per la foto con la Pipa..eh..eh..eh!

  3. Che la differenza stia in due differenti modi di vedere la vita? Conosco tante persone sempre allegre nonostante i guai e tante altre musone nonostante una vita relativamente tranquilla. Tutta questione di prospettive e di carattere. C’è anche da dire che probabilmente in centro a Milano nessuno avrebbe assunto un custode musone.

  4. @notturni2: eh… l’ipocrisia ha molti cuochi…è un piatto che va molto di moda…ciao

    @anthinea: Bingo! Adoro partire dalle briciole, dalle molecole….per poi lasciare che quel graffito tentacolare di idee prenda forma….ti ringrazio anche a nome della pipa che in questo momento sbuffa…. dall’imbarazzo! ciao

    @penny.blue: oggi è stato l’ultimo giorno di lavoro del mio custode…questa mttina mi ha dedicato un mezzo sorriso…. ciao

    ciao cloud y

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