Le mani fatate di due grandi…

 14fec1b7f96b2d4a5f3577cab1be3409.gifSul mio moleskine mi sono appuntato da qualche giorno due nomi Gianni Rodari e Bonvi. Uno scrittore e un fumettista, un grande narratore di favole e un altrettanto grande disegnatore, per ricordare: Nick Carter e Sturmtruppen……7daee56f612b154b20cf00b0abeca4a2.jpgPer altro di Rodari, era uscito per Einaudi, molti anni fa un libro con i disegni di Altan, personalmente adoro la mano e il genio anarchico di Bonvi.

Le storie di Bonvi camminavano sul filo di una fertile e impagabile originalità, i suoi personaggi si nascondevano fuori dal tempo, si facevano beffa di una società a cui non appartenevano. La mano di Rodari era quella di un direttore d’orchestra, musicava le sue storie per i giovani palati imboccandoli alla lettura di un sapere…sulle dorsali appenniniche di ampie metafore…..

Ecco un suo breve racconto:

L’Acca in fuga
C’era una volta un’Acca.

Era una povera Acca da poco: valeva un’acca, e lo sapeva. Perciò non montava in superbia, restava al suo posto e sopportava con pazienza le beffe delle sue compagne. Esse le dicevano:

E così, saresti anche tu una lettera dell’alfabeto? Con quella faccia?

Lo sai o non lo sai che nessuno ti pronuncia?

Lo sapeva, lo sapeva. Ma sapeva anche che all’estero ci sono paesi, e lingue, in cui l’acca ci fa la sua figura.

” Voglio andare in Germania, – pensava l’Acca, quand’era- più triste del solito. – Mi hanno detto che lassù le Acca sono importantissime “.

Un giorno la fecero proprio arrabbiare. E lei, senza dire né uno né due, mise le sue poche robe in un fagotto e si mise in viaggio con l’autostop.

Apriti cielo! Quel che successe da un momento all’altro, a causa di quella fuga, non si può nemmeno descrivere.

Le chiese, rimaste senz’acca, crollarono come sotto i bombardamenti. I chioschi, diventati di colpo troppo leggeri, volarono per aria seminando giornali, birre, aranciate e granatine in ghiaccio un po’ dappertutto.

In compenso, dal cielo caddero giù i cherubini: levargli l’acca, era stato come levargli le ali.

Le chiavi non aprivano più, e chi era rimast6 fuori casa dovette rassegnarsi a dormire all’aperto.

Le chitarre perdettero tutte le corde e suonavano meno delle casseruole.

Non vi dico il Chianti, senz’acca, che sapore disgustoso. Del resto era impossibile berlo, perché i bicchieri, diventati ” biccieri”, schiattavano in mille pezzi.

Mio zio stava piantando un chiodo nel muro, quando le Acca sparirono: il ” ciodo ” si squagliò sotto il martello peggio che se fosse stato di burro.

La mattina dopo, dalle Alpi al Mar Jonio, non un solo gallo riuscf a fare chicchirichi’: facevano tutti ciccirici, e pareva che starnutissero. Si temette un’epidemia.

Cominciò una gran caccia all’uomo, anzi, scusate, all’Acca. I posti di frontiera furono avvertiti di raddoppiare la vigilanza. L’Acca fu scoperta nelle vicinanze del Brennero, mentre tentava di entrare clandestinamente in Austria, perché non aveva passaporto. Ma dovettero pregarla in ginocchio: Resti con noi, non ci faccia questo torto! Senza di lei, non riusciremmo a pronunciare bene nemmeno il nome di Dante Alighieri. Guardi, qui c’è una petizione degli abitanti di Chiavari, che le offrono una villa al mare. E questa è una lettera del capo-stazione di Chiusi-Chianciano, che senza di lei

diventerebbe il capo-stazione di Ciusi-Cianciano: sarebbe una degradazione

L’Acca era di buon cuore, ve l’ho già detto. È rimasta, con gran sollievo del verbo chiacchierare e del pronome chicchessia. Ma bisogna trattarla con rispetto, altrimenti ci pianterà in asso un’altra volta.

Per me che sono miope, sarebbe gravissimo: con gli “occiali” senz’acca non ci vedo da qui a lì.  

                                    Gianni Rodari

 

 

 

                             

Le mani fatate di due grandi…ultima modifica: 2007-08-06T18:20:00+02:00da ilparra
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13 Comments

  1. Nick Carter e Sturmtruppen… cavoli se me li ricordo… se non erro avevo pure un diario di Nick Carter… Invece a dire il vero di Rodari ho letto ben poco, da piccola non amavo molto la letture, fortunatamente mi sono rifatta con il passare degli anni… un saluto, Mai.

  2. Divertente storiella, ma perchè si dice “non ci capisco un’Acca” ? Deve subire anche questo soppruso? 😀 Ciao

  3. eih, al posto di andare in ferie sei andato in super produzione :-D, non ti facevo stakanovista, mi ci vorrà un po’ di tempo per leggere tutto ma credo che lo farò, ciao ref…
    ps. nick e sturm anno accompagnato la mia adolescenza e l’hanno anche riempita di risate senza comunque dimenticare schlz e B.C.

  4. Se fosse scappata dal Veneto non se ne sarebbe accorto nessuno, povera acca. Tra i vari afronti che subisce ti voglio segnalare quello di mio figlio che la chiama “cacca”.

  5. La storiella di Rodari con quella sua sottile allusione a chi non è apprezzato abbastanza per la funzione che svolge è intrisa di profonda verità.Un mondo quello che ha trovato molte chiavi d’interpretazione della quotidianità che può apparire banale! Ciao, Corinina.

  6. @refusi: ah… figurati, io sono sempre onnipresente …. anche lontano da casa e… da me stesso, ah… ciao
    @mani: io sono d’accordo con tuo figlio…. anche per me ha quel sapore! ciao
    @ Lorenzo: sì… forse i migliori se ne vanno a volte troppo presto, forse anche per essere meglio ricordati….. ciao
    saluti a Menu, Corinina, Pony, Dream man69…. e già che ci sono saluto anche me stesso…

  7. Ho sempre pensato che Gianni Rodari fosse un genio. Bonvi lo conosco poco… ho una scarsa cultura fumettistica, ma almeno mi piacciono Andrea Pazienza e Max & Bunker.

  8. ma che bello ritrovare Rodari qui, improvvisamente!
    Mi ha fatto tornare in mente le mie elementari, quando imparare a memoria le poesie era importante per la memoria e per la morale…della favola…
    grazie per avermi regalato questo remake.
    Ti saluto invitandoti nel mio blog in crescita.

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