Dovrebbe andare….

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un racconto del Parra:

 

 

 

Piero guarda fuori dalla finestra. Il cielo grigio, le solite macchine parcheggiate in doppia fila, la bicicletta del postino vicino al gabbiotto della portineria, il solito via vai di gente, al bar “ L’antro del cigno”. Poco più lontano un parrucchiere sminuzza il cranio di un pensionato, in fondo alla piazza l’edicola, il solito vigile di quartiere che chiacchiera amabilmente con una collega e poi, proprio sottocasa, l’agenzia immobiliare. Piero la guarda tutti i pomeriggi quando torna da scuola, la guarda quando cammina sul marciapiede di fronte, la guarda anche quando sogna….    Piero ha sette anni e tutti i suoi amici hanno fatto un mutuo per comperare la casa, o meglio i loro genitori, ma lui no, la casa in cui abita è stato un lascito della nonna paterna. Francesco, Federico, Filippo, Giorgio, a scuola e ai giardinetti parlano di questo mutuo, delle rate, Filippo aggiunge sempre qualche “e” di troppo, così Giorgio lo corregge, si dice rate con una “e” sola non, rateee…..Il mio mutuo ha un tasso variabile… ah sì…e com’è il tasso variabile gli urla Francesco. Non lo so, replica Filippo guardando a lungo per terra, mortificato per non saper rispondere, mio papà me lo ha spiegato, ma ora l’ho dimenticato! Piero no, lui tace, non sa che dire, i primi tempi quando li sentiva parlare di  mutui era incuriosito, ma poi…   In casa aveva chiesto lumi, la mamma lo aveva rassicurato, noi non abbiamo mutui non preoccuparti, ma mamma….. Piero voleva preoccuparsi, aveva bisogno di preoccuparsi, voleva essere come gli altri e quella situazione lo faceva sentire diverso, estraneo ai suoi amici, con la paura di non essere accettato.

Così questo pomeriggio ha preso la grande decisione, sono le tre e mezza, è appena sceso, con la scusa di dover andare in cartoleria per prendere un quaderno, invece è già da qualche minuto che fissa la vetrina dell’agenzia immobiliare. La osserva con una tale inclinazione del viso che anche gli addetti all’interno ne sono incuriositi. Ancora due lunghi minuti per prendere coraggio poi entra. Gli viene incontro un incaricato che subito gli domanda: Che c’è piccolo? Piero è senza parole. È all’interno dell’agenzia immobiliare, vorrebbe che anche Filippo e tutti gli altri lo vedessero, invece no, è solo, lui, le case e i mutui…  Avete i mutui, la butta lì Piero… anche per svuotarsi, non è molto convinto della domanda, ma percepisce l’importanza del momento e i mutui da qualche parte devono pur provenire, accidenti….Se ci sono, ne voglio uno, aggiunge, poi infila le mani in tasca, in modo da sincerarsi di avere lo spazio a sufficienza per poter metterne uno. Ecco, quelle due tasche vuote, con le fodere rivoltate verso l’esterno, lo sguardo mesto di Piero, incurante di tutto, dal fondo una voce urla stop, stop “dovrebbe andare”…. E’ quella del regista del cortometraggio, stop, mi piace, mi piace…. Bravo, bravissimo, uno sguardo bellissimo da attore consumato. Piero non esiste, è un attore, si chiama Marco, ha sette anni e i suoi genitori hanno un mutuo, ma questa è tutta un’altra storia…… 

Dovrebbe andare….ultima modifica: 2007-08-07T19:30:00+02:00da ilparra
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7 Comments

  1. si,pero’ in vacanza si dovrebbero lasciare a casa cell e pc… 🙂 un saluto……e buone vacanzeeee ciao ciao………lu’

  2. L’idea di fondo non è malvagia.La realizzazione riecheggia una struttura canzonettistica che è strabordante di giustapposizioni, con una scarsa potenza evocativa, stigmatizzata poi da una forte banalità lessicale. Le dimensioni poi non consentono un’introspezione psicologica valente ma sgranano senza approfondire tipi umani diffusissimi nella modernità .Se posso azzardare un suggerimento potrebbe essere panaceica la lettura de 2gli amori difficili”, Italo Calvino , Mondadori. Lì la dimensione del racconto breve si spoglia di banalità rivelando un tratteggio narrativo notevolissimo.

  3. Oltre che ringraziarti per il suggerimento alla lettura di Calvino…. ti sono anche grato per le sottili osservazioni, che condivido. E’ un raccontino da spiaggia, scritto in una manciata di minuti e sabbia lessicale. Nessuna volontà introspettiva, per carità, ho semplicemente voluto far baluginare la fantasia… in una giornata grigia di pioggia. ciao!

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