Crane performance

73d6f38da1809924daf2ae6317d3590a.jpgL’arte è comunicazione, è la forma più antesignana della comunicazione….  Quali sono i confini dell’arte, e soprattutto l’arte ha confini? Io scriverei sempre la parola “Arte” con un punto interrogativo (Arte?) è una parola amletica, racchiude intrinsecamente dentro se stessa una o più domande. L’arte della disciplina, dello studio…. e l’arte della libera performance, mai sentito parlare della “Crane performance”?

 

Uno dei più famosi artisti di questa disciplina pittorica si chiama Shozo Shimamoto ,     un pittore senza pennello, che ha deciso di dare libertà alle forme e ai colori. Per dipingere le sue opere si fa calare da una gru a una decina di metri dalla grande tela bianca, ha con sé bottiglie di vari colori che scaglia dall’alto in direzione della tela, lasciando che siano i colori a disporsi nella più totale anarchia di forme e sovrapposizioni, ecco, è la  Crane Performance  , vicino alla gigantesca tela un pianoforte che disperde la musica nei colori .  

Questa è la sua personale forma interpretativa dell’arte, è la sua forma di comunicazione artistica, c’è un 166e341f0ef754d3311e20ac8ca273be.jpgconfine in tutte queste forme o i confini si sono sovrastati, dilatati, oramai è l’arte che si appropria degli spazi, ed ecco la gru, le gigantografie, i graffiti, gli spettacoli nei grandi spazi all’aperto. L’arte è uscita fuori da se stessa, è tra noi…..  ci osserva, è sempre meno rappresentata in ambiti elitari, ristretti, ora insegue la libertà degli spazi……

 

 

 

Shimamoto e la Crane Performance (Exibart)

 

Crane performanceultima modifica: 2007-09-23T17:25:34+02:00da ilparra
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11 Comments

  1. L’arte è comunicazione, e per usare un’espressione di Barth: ciò che la cultura chiama differenza è il prodotto dei confini che tracciamo. Ciao

  2. Dal mio basso, credo che hai ragione a mettere quel punto interrogativo, mi sembra che ogniuno si aggiusti un po come gli pare, vengono definite artistiche delle cazzate pazzesche, e chi è ignorante come me si sente anche “uno scemo” per non aver capito. Anche io ho sul mio blog una mostra d’arte, Ti piace?
    Un saluto

  3. La tua domanda è interessante, forse non stiamo andando nè avanti nè indietro…. ma ci stiamo semplicemente spostando di fianco! la prox volta, se vuoi, lasciamo il tuo link, ciao!

  4. Va bene per il mio link. Forse non c’è ne avanti ne dietro ne di fianco, c’è sovrapposizione; mettere e levare (le chiese, sono i templi di ieri, il Colosseo divenne una miniera di pietre)Forse ci vuole un poco di attenzione, quando nella realtà si immettono “creazioni” poichè poi diventano parte dell’ambiente in cui viviamo. Ho paura che abbiamo perso li concetto dell’arte, siamo ritornati ai scarabocchi, della scuola materna,ed al piacere di imbrattare ebuttare giù le cose e la minestra dal seggiolone.
    ciao! fiore

  5. Eh sì… i tuoi forse sono certemanente degli “orpelli” su cui val la pena riflettere! Ho l’impressione, come dicevo per altro sopra nel post, che oramai l’ambiente è una sorta di “tecnigrafo” con il quale ci si consente tutto. Non ho giudizi in proposito, mi piace stare sul crinale del dubbio un pò su tutto… o quasi. Sbaglio o c’è una riscoperta da qualche tempo dell’arte primordiale… dai graffiti nelle caverne a quelli sui muri delle città, ora noi guardiamo quei graffiti millenari con stupore e partecipazione, mentre per quelli odierni non si va oltre lo sbadiglio. Anche per loro occorre forse il sigillo del tempo? Ma…. ciao!

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