Mamma mia, la civiltà

di Driss Chraïbi

Le prime righe:

È vero che l’uomo arriverà
finalmente a dominare l’intero universo,
ad eccezione di se medesimo?

Lester Ward

Ritornavo da scuola, entrando gettavo la cartella e con una voce da venditore ambulante gridavo:
“Bonjour, maman!”
In francese.
Era là, in piedi, che ondeggiava da un piede all’altro e mi guardava attraverso due biglie di tenerezza nera: i suoi occhi. Era così minuta, così fragile che avrebbe potuto starci benissimo nella mia cartella, tra due libri di scuola che parlavano di scienza e di civiltà. “Un sandwich” diceva mio fratello Nagib. “Tagli il pane in due per lungo e metti la mamma tra le due fette. Ah! Chiaramente sarebbe un po’ magro. Bisognerebbe aggiungervi una noce di burro. Ah! Ah!”
Adorava sua madre. Non si è mai sposato. Un metro e ottanta a dodici anni. Due metri da adulto. La forza e la gioia di mangiare e di ridere, di alzarsi e di coricarsi con il sole.
“Ascolta, figlio mio” mi diceva mia madre con rimprovero. “Quante volte devo ripeterti di lavarti la bocca rientrando da scuola?”
“Tutti i giorni, mamma. Alla stessa ora. Salvo il giovedì, la domenica e i giorni feriali. Vado, mamma”.
“E fammi il piacere di toglierti quei vestiti da pagano!”
“Sì, mamma. Subito”.
“Andate, vai, piccolo mio!” concludeva Nagib facendo schioccare le dita. “Obbedisci alla creatrice dei tuoi giorni”.
Avanzava verso di lui, lo scacciava a colpi di strofinaccio da cucina e lui, curvando il dorso, li schivava terrorizzato, rideva fino ad urlare.
Andavo a lavarmi la bocca con un dentifricio di sua fabbricazione. Non per uccidere i microbi. Lei ignorava cosa fossero – e anch’io a quel tempo (i microbi, complessi, problemi). Ma per eliminare il tanfo della lingua francese di cui avevo osato servirmi nella sua casa, davanti a lei. Mi toglievo gli abiti da civilizzato, rimettevo quelli che mi aveva tessuto e cucito lei stessa.

© 1998, Marcos y Marcos

L’autore
Driss Chraïbi
(Magazan, 1928) è considerato il patriarca della letteratura magrebina contemporanea. Autore di una quindicina di romanzi, è stato il primo fra gli scrittori arabi a trattare il tema dell’identità culturale e razziale. Fra i suoi libri pubblicati in Italia, ricordiamo L’uomo del libro, L’Ispettore Alì al Trinity College, L’Ispettore Alì e la C.I.A.

Mamma mia, la civiltàultima modifica: 2007-09-24T22:20:00+02:00da ilparra
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