Poesie indiana

Al mattino gettai la mia rete nel mare.
Trassi dall’oscuro abisso cose di strano
aspetto e di strana bellezza –
alcune brillavano come un sorriso,
alcune luccicavano come lacrime,
e alcune erano rosee
come le guance d’una sposa.
Quando, alla fine del giorno,
tornai a casa con il mio bottino,
il mio amore sedeva nel giardino
sfogliando oziosamente un fiore.
Esitante deposi ai, suoi piedi
tutto quello che avevo pescato.

Lei guardò distrattamente e disse:
« Che strani oggetti sono questi?
Non capisco a che possano servire ».
Chinai il capo, vergognoso, pensando:
« Non ho lottato per conquistarli,
non li ho comperati al mercato;
non sono doni degni di lei ».
E per tutta la notte li gettai
a uno a uno sulla strada.
Al mattino vennero dei viaggiatori;
li raccolsero e li portarono
in paesi lontani.

Rabindranath Tagore 

http://it.wikipedia.org/wiki/Rabindranath_Tagore 

Poesie indianaultima modifica: 2007-09-27T22:35:00+02:00da ilparra
Reposta per primo quest’articolo

4 Comments

  1. Bella questa poesia che ti fa pensare come la superficialità possa trarre in inganno.
    Se ci fermiamo solo all’aparenza delle cose le ritenamo inutili e superflue mentre se cerchiamo oltre l’apparenza un mondo meravigliore appare ai nostri occhi e in una cosa inutile si può scoprire anche un tesoro.
    Ma il più delle volte siamo superficiali e lasciamo agli altri i tesori che potevano essere nostri.
    Ciao Parra e buona giornata da Gabry

Lascia un commento