Una morte che sa di francese

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 Un ( vecchio) racconto del Parra… che posto con un certo imbarazzo…..

L’aveva ammazzata. Il problema  che aveva di fronte Filippo, era però come far firmare alla mamma il compito in classe di francese in cui aveva preso 4. Aveva ammazzato la sua insegnante di sostegno, un’anziana donna di 74 anni, ex professoressa di liceo, lui che a 14 anni si trovava ancora in seconda media. Per Filippo era lei la colpevole per quel maledetto 4, curava troppo l’orale e non approfondiva la grammatica, lo scritto. Avrebbe voluto tacerglielo quel voto, ma l’anziana signora era stata avvisata della consegna del compito da un altro suo allievo, il quale invece si era beato con un 7. Ai primi rimproveri della vecchia professoressa per gli errori commessi nella prova scritta, Filippo ha chiuso gli occhi, le ha gettato le braccia al collo e con tutta la forza che i suoi 14 anni gli mette a disposizione a stretto sino all’istante in cui la donna ha cessato di muoversi, poi ha aspettato lo scoccare delle 19 giusto al termine della seconda ora di lezione per tornarsene a casa come se nulla fosse successo. Sapeva però che a questo punto il carico di responsabilità era aumentato, oltre a confessare un 4, gli toccava dover ammettere  un omicidio, non so se mi spiego! Dopo cena, chiuso nella propria stanza cercava di pensare ad una soluzione, dopotutto quella era vecchia, non sarebbe vissuta in eterno, pensava tra sé, ma quel maledetto 4 era ancora troppo fresco di giornata! Fu attraversato dalle idee più disparate, falsificare la firma, alterare il voto, bigiare la scuola e darsi malato, ma nulla di tutto ciò lo convinceva, era solo allontanare un problema che prima o poi si sarebbe posto. Pensò quindi che l’unica cosa da fare fosse confessare l’omicidio, solo così avrebbe deviato l’attenzione da quel maledetto 4. Esce dalla propria stanza per ritornarvi con il cellulare del padre, compone il 113  pronunciando queste poche parole: Mi chiamo Filippo Benini, ho ammazzato la mia prof. di sostegno di francese, abito in via Marco Greppi al 2, venitemi a prendere. Nell’attesa della polizia Filippo ha solo modo di scrivere sul suo diario: le français est une langue de merde. Dì lì a poco ecco che suona il citofono, a Filippo basta scostare la tenda per vedere una volante della Polizia sotto casa. Ma niente panico, è freddo e assolutamente presente nella situazione, essere un assassino la fa sentire più adulto, al contrario i genitori sono imbarazzati se rispondere, del resto a quell’ora non è proprio consuetudine in casa sentire suonare il citofono, pensano nell’immediato ad uno scherzo. Papà vuoi rispondere al citofono è la Polizia , irrompe così nella stanza Filippo, davanti allo stupore dei due genitori. L’ho chiamata io perché ho ammazzato la vecchia prof di francese, mi sa che tra poco mi porteranno via. Peccato, domani avevo un’interrogazione di francese, ero anche preparato. C’est la vie. Adieu mes parents. Almeno l’ha preparato bene ha mormorato il padre……  

Una morte che sa di franceseultima modifica: 2007-09-28T11:15:00+02:00da ilparra
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