bla, bla, bla…..

Sentita stamattina:

“ Io sono un programmatore e parlo un linguaggio che forse lei non capisce”.

 

Conosco la “guaina” facciale dell’individuo che l’ha pronunciata, mi trovavo a pochi metri da lui quando parlava al telefono. Questo tipo non è un “insediamento” umano-tecnologico, ha un cuore che pulsa, uno stomaco che lavora bene, semplicemente l’empietà del suo pensiero ha il denominatore di una memoria artificiale, il suo pensare è basato su criteri digitali, alfanumerici, bla bla bla…. Il suo linguaggio è una distensione del suo sapere, il fine ultimo non è quello di essere compreso, ma bensì quello di essere temporaneamente “sospeso” nell’aria, come un ginnasta agli anelli. Tutto quel codazzo di parole si appropria di tecnologia, proprio perché è carente del magnetismo dei contenuti. Il paradosso è che la tecnologia crea sempre più contenuti, ma i suoi zelanti tecnocrati hanno sempre più difficoltà a spiegarli, più semplice accusare i meno competenti in materia, di agnosticismo verso la rete, o di scarse capacità cognitive. Questa è una società “gravemente sana”,  del continuo battere le mani, che si vizia con tanti premi, pur non essendo sostanziata da meriti particolari, imbolsita di una tecnologia venduta, o quasi, al profitto. L’unico meritevole di fiducia è il tempo, che scorre lento e inesorabile parlando un linguaggio ampiamente riconoscibile.

bla, bla, bla…..ultima modifica: 2007-10-03T21:10:00+02:00da ilparra
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