Anatomia di un risveglio… sec. parte

18e751682689be7f0b3940579312027c.jpgDunque parlavamo di Aretha Franklin …nooo, volevo dire della mia vicina. Fisicamente assomiglia alla cantante, se solo fosse di carnagione scura non sfigurerebbe in un coro gospel, invece no, abita nel mio dannato pianerottolo e a fare chiasso è la sua porta i suoi passi e le sue bottiglie. Pare che vada a  fare le pulizie, lavoro impegnativo per una donna di 69 anni, pensionata lavoratrice, proprietaria di casa. Un classico esempio di economia sommersa… dall’alcol, fenomeno non trascurabile, anzi, per me udibilissimo la mattina presto. Il duetto preferito che intrattiene è con il figlio, ora voi immaginate: porta d’ingresso aperta per far uscire gli odori della cucina con le loro “voluminose” e squattrinate chiacchiere che invadono tutto il pianerottolo. Che nessuno si azzardi a mettere un ombrellino fuori dalla propria porta, perché l’amata comincia ad inveire contro il mondo la maleducazione, la criminalità organizzata degli ombrelli gocciolanti. Si può urlare, fare chiasso, ma gli ombrelli devono stare nel portaombrelli, l’ordine prima di tutto…  Ecco come un etilico nome di poche lettere è in grado di guastarti buona parte delle 24 ore astemie…..

http://it.wikipedia.org/wiki/Aretha_Franklin

Anatomia di un risveglio… sec. parteultima modifica: 2007-10-08T17:55:00+02:00da ilparra
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10 Comments

  1. Si dice che i buoni steccati facciano i buoni vicini. Ci sarebbe un modo per farla stare zitta, si tratta di psicologia subdola. Lodala smodatamente ma il più sinceramente possibile per il silenzio che fa [sic]; dille che è la vicina più tranquilla e discreta che tu abbia mai avuto; raccontale di vicini precedenti che ti facevano impazzire. Risultato garantito.

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