Come mi vuoi…

Ed eccomi galleggiare in questo Sabato mattina, nell’aria la dannazione di dover andare al supermercato a fare la spesa, imbattermi nelle solite file indiane alle pendici delle casse, quell’intricato parcheggio, i famigerati sacchetti…con in testa una domanda: Come mi vuoi? Succede di svegliarsi con delle domande ancestrali davanti agli occhi che ti accompagnano fino a colazione per poi vederle dissolvere nella tazzina del caffè o spalmate con la marmellata prima di essere addentate. La domanda questa volta è andata oltre, così acceso il PC l’ ho digitata su Google…. Si scopre una domanda che si sono posti in molti, in fondo i risvegli interrogativi accomunano tutti, “Come mi vuoi”, canta Edoardo De Crescenzo, ma anche Irene Grandi, Mariella Nava, il sommo Paolo Conte accompagnandosi in questi versi: Come mi vuoi, che si senta il pullman perduto una volante lontano da qui e l’odore di spezie che ha il buio con noi due dentro al buio abbracciati…ieh… come mi vuoi. Ma si va oltre e anche il cinema, “Come mi vuoi“, film (1996) di Carmine Amoroso con Enrico Lo Verso, Vincent Cassel, Monica Bellucci, Vladimir Luxuria. In questi giorni nelle sale c’è un altro film, che non vedrò neanche sotto tortura, “ Come tu mi vuoi” con l’introduzione del pronome personale tu, per ovvi motivi di copyright. So già che è una domanda che mi accompagnerà anche al supermercato e forse oltre, eh.. E’ una domanda che si instilla con l’apertura degli occhi, li spalanchi e nella quietudine della stanza, anche se non ti accorgi, sei permeato da quel groviglio interrogativo, ne fai parte, sei un tutt’uno, non siamo forse dei punti interrogativi che camminano…. attenti a non calpestare il punto dell’interrogazione?

Come mi vuoi…ultima modifica: 2007-11-11T11:00:00+01:00da ilparra
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8 Comments

  1. anche io ho pensato subito al film con Loverso e la Bellucci, certo potevano cambiare almeno il titolo, un pò di fantasia per sta commedia della brutta crisalide che diviene farfalla…che balls!!!!!
    Inoltre anche Pirandello aveva usato questo titolo.
    E poi sempre proiettarsi all’esterno, accontentare l’altro, omologarsi…non sarebbe meglio porsi la domanda:
    Ma come azz ti vuoi realmente?

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