L’arte che non vuole più piacere

cafb40ca5b99f0d6acdf9976b12b2e37.jpgL’arte come sublimazione dell’eccesso, come catartica miscela esplosiva, fuori da ogni bussola orientativa, l’arte di Hermann Nitsch ribolle in tutti e cinque i sensi, sprofonda nella sacralità di questa Domenica, ne carpisce l’ugola e la spiattella sulla tela nella sua componente più organica. La sua è l’arte dell’eccesso, non fatta per piacere, trivella la provocazione per arrivarne alle sue viscere, nelle sue opere espande il colore della carne, del sangue, domina il cromatismo del rosso espresso in una tazzina di arcaicità. Introduce altre sostanze organiche, paramenti liturgici, come per rappresentare un teatro dell’assurdo.8c4fbe6401dc0f94da9e570be28d0081.jpg Utilizza le viscere di animali, rappresenta un’arte che non risparmia niente, figlio o se vogliamo cadavere lui stesso di un mercato che espelle liquidi in ogni direzione, bisognoso di vampirizzare profitti, utili, l’arte di provocare arte…..

Plasticamente orrendo, repellente, strozza qualunque forma di giudizio, l’arte non vuole più piacere, il mercato è il possesso, l’arte del possedere è questo che vuole il mercato dell’arte. Il portafoglio del proprio gusto è la nuova arte….

http://www.nitsch.org/

http://www.artantide.com/artisti/Artista.php?idArtista=302

L’arte che non vuole più piacereultima modifica: 2007-11-11T12:05:00+01:00da ilparra
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14 Comments

  1. Non conosco le opere di Hermann Nitsch e dunque non posso esprimere una valutazione concreta. Ma in astratto posso dire a cuor leggero che il contrario del Mercato non è Arte, e più in generale che il contrario di qualcosa è quel qualcosa rovesciato. Ma il dritto e il rovescio fanno il tennis, non il futuro.

  2. Fosse per me sarei un menestrello a raccontare in versi la vita, con il linguaggio celato negli idiomi di ogni popolo, quel linguaggio che usa le parole come note ed immagini, che traspone il sogno nella realtà e viceversa…Declamerei per le strade la mia visione del mondo, come un cantastorie, evocherei le mie beatitudini e le mie paure, stenderei braccia all’infinito per abbracciare tutta l’umanità. E lo dichiarerei forte, a tutti, che abbiamo il diritto di piangere ed anche di disperarci, per quel silenzio celeste che non ci dà risposte.
    Perdonerei ogni colpa, perchè tutti siamo condannati, e tutti già scontiamo la vita morendo.
    Perdonerei anche me, ossimoro vivente, portatore di un sogno, quotidianamente annichilito dal bisogno.
    Caso o Necessità, l’ arte è, come tutto ciò che porta un essere a deviare dalla norma, e questo è l’artista, un mutante che, per conoscere sé stesso, ha bisogno di essere riconosciuto dagli altri.
    cri

  3. Bello, mi piace questa sorta di “simposio” sull’arte…. dove ognuno apre il cavalletto e tratteggia la propria opinione sull’arte.
    Francesco, nessuna “espansa” cultura artistica esprimo come tutti un’opinione, ci mancherebbe….
    Imperdibile il commento di Cristina, ha vestito il commento di altissima sartoria.
    Tracciadoppia, mi dispiace averti arrecato disturbo per la stampa del mio libro, per altro è disponibile anche in formato cartaceo, occorre ordinarlo sul sito di Lulu ( http://www.lulu.com) è semplicissimo, passo da te….
    ciao a tutti!

  4. L’arte può essere denuncia, provocazione ma non può essere volgarità. Viscere di animali…. non so Parra, si può dare una “sberla” con la propria arte anche senza certi eccessi.

    E se il mercato contrasta l’arte, l’arte non deve abbassarsi al livello del “mercato” neanche per puro spirito di provocazione. Altrimenti, senza neanche accorgersene, diventa essa stessa”mercato”…. Un nuovo mercato.

  5. pensare che un tempo si diceva, impara l’arte e mettila da parte. Ora cosa ci resta da mettere da parte? Molte delle cose che oggi si definiscono arte sfuggono alla mia comprensione, sono cambiati i parametri del gusto oppure è solo una questione di mercato? Oramai è diventata arte anche vedere bruciare un’opera d’arte.

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