Bulli…senza pupe

4f14fcb9de0d52f4016a9bc8fb368218.jpgQuando fa freddo, anche la memoria serve a riscaldarsi. Cullare la ritrosia di un tempo andato, lasciarselo scivolare dentro, assaporarlo delicatamente, non scalda le mani, ma un tepore alle coscienze è ancora in grado di infonderlo. Per motivi apparentemente intraducibili, nei giorni scorsi al sentire nominare la parola bullismo si è accesa dentro una lucetta, del resto tra poco è Natale, le luci non mancano…. Bullismo è una parola per me lontana nel tempo, affogata nell’orfanotrofio dei ricordi, non sempre è facile estrapolarne la sua sedimentazione, mi accorgo che porta con se molte immagini, come un file di You Tube. Le immagini sono le facce dei bulli, quelle che girovagavano nel mio territorio di ragazzino, quelle che si incatenavano alla mia curiosità, quelle che mi importunavano. Il pallore di quei ricordi mi strappa un mezzo sorriso, affiora il ricordo di due bulli poco più grandi di me, il primo mi faceva parlare, regalava attenzioni alla mia bicicletta, magnificandone le gomme i freni, la sella….. Pasteggiando allegramente con il mio orgoglio, mentre l’altro bullo alle mie spalle mi sgonfiava le gomme. Dopo che si sono allontanati, preso ancora nell’ambascio dei complimenti mi sono accorto della gomma a terra, è stata la prima volta in vita mia che mi sono sentito fesso. Ricordo anche di tre bulli che spesso volevano introdursi nelle nostre partite di pallone, si avvicinavano, con quell’aria di persone a cui non si può dire di no, ci requisivano il pallone e poi avanzavano le loro richieste. Uno di questi è anche un volto abbastanza conosciuto oggi nella tv commerciale, bontà sua…. All’asilo c’era un bullo che spesso saltava la cancellata e se la dava a gambe, in fondo quello che avremmo voluto fare tutti. Tanti bulli sono trascorsi nel tempo, fino all’approdo con il bullismo da caserma, quello più adulto, più cattivo, quello che la cronaca chiama nonnismo. E’ un bullismo più triste, per primo affligge chi è agente sano di bullismo, data la condizione costrittiva, spesso rasenta la crudeltà. Si tratta di un modo spiccio per allontanare le angosce e la tristezza che nuotano dentro, il compagno appena giunto in caserma tra mille stordimenti è un bersaglio facile proprio per la sua inoffensività. Oggi mi sembra che i bulli hanno cambiato abito e abitudini, chi sono i nuovi bulli? Ma…in fondo non lo siamo un po’ anche noi piccoli bulli, con i nostri blog che espongono i nostri pensieri, le nostre chiacchiere? Chissà… cosa direbbe quel donnino di mia nonna a vedermi ancora a fare il bullo! Nonnaaaa, è solo un post di una cosa che si chiama blog….

Bulli…senza pupeultima modifica: 2007-12-12T11:25:00+01:00da ilparra
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31 Comments

  1. una pagina bellissima di ricordi, mi è piaciuto quel tuo richiamarti alla nonna. I bulli sono un universo complesso, impossibile da definire in poche righe, nonostante questo sei riuscito con una dolcezza e una chiarezza a raccontarne qualcosa. Credo che la rete talvolta rende bulli, sì, in questi casi clicco e vado oltre, se si potesse fare anche nella vita sarebbe fantastico, ti pare. un bacio

  2. Belli questi tuoi ricordi di bimbo, quelle tue prime rabbie, quell’impotenza….Non si cambia, bulli si nasce..gli altri non devono far altro che adattarsi. Noi e i nostri blog, noi e i nostri pensieri, siamo una cosa bellissima. Trovo un mondo, dei ricordi e delle parole che fuori magari si ha vergogna a raccontare..Trovo molto bello questo angolo virtuale, anche se anche qui, purtroppo ci sono dei bulli. Io ne sò qualcosa. Buona serata carissimo, Ros 🙂

  3. Anche il bullismo, un tempo, sapeva contenersi entro certe linee di demarcazione. E riusciva ad essere parte integrante dell’educazione alla vita sociale. Insegnava a guardare dietro l’apparenza delle cose, a ribellarsi ai soprusi e a non esser fessi…Oggi, qualsiasi limite o regola pare che esista solo per l’ebbrezza imbecille di poterla superare…Serena notte. Wild
    p.s. ma che razza di trasmissioni ascolti alla radio?

  4. Se aprire il cuore e parlare di sè con spassionata sincerità, e con la capacità di catturare l’attenzione, è bullismo, vorrei un mondo di bulli, bulloni, bulldog e soprattutto bull-blog…! Un caro saluto a te ed uno, più ossequioso e devoto, alla mitica nonnina.

  5. potrei anche dissentire su alcune cose, potrei dire che ai miei tempi e nei luoghi dove sono cresciuto i bulli, quei bulli di cui tu parli avevano vita breve, forse perchè, cresciuti sulla strada, bulli lo eravamo un po’ tutti e tutti eravamo in pari tempo don chisciotte. Dissento anche su quel tuo definire il nonnismo come il bullismo più cattivo, ho fatto il militare ho subito il nonnismo senza poi praticarlo a mia volta, ma ti assicuro che non mi ha fatto male, mi ha semplicemente aiutato a crescere. Il bullismo di oggi è diverso trova terreno fertile per crescere nell’assoluta indifferenza dei più, ai miei tempi non gli sarebbe stato concesso ciao ref…

  6. Nooo, nn siamo bulli perche’ esponiamo le nostre idee, abbiamo solo voglia di condividerle con altri, nn costringiamo nessuno a fare cio’ che piace a noi o ancora peggio siamo cattivi con le persone. Vedo il bullismo come una prevaricazione piu’ o meno violenta sugli altri.
    Buona giornata 🙂

  7. Belle queste pennellate di memoria, anch’io ho le mie storie di bullismo e quelle più sgradevoli sono proprio legate al servizio militare, sono state una sofferenza infinita che solo il tempo ha cancellato. Non so se bulli si nasce, a volte sono le circostanze della vita, il bullismo, in tutte le forme e le casistiche mi pare che riguardi persone un pò in difficoltà.

  8. No dai, noi non siamo bulli… il bullismo comporta mancanza di rispetto, voler far del male(fisico o psicologico che sia).
    Ti faccio un esempio: anni fa un mio alunno (straricco, vanesio e viziato) mi raccontò vantandosi che il pomeriggio precedente aveva invitato a casa sua(una specie di castelletto) un gruppetto di compagni degni di lui e anche un certo F. (porello! molto bravo a scuola e intelligente, ma particolarmente chiuso da quando il padre era scappato con un’altra…). Costui si era recato -stranamente-all’appuntamento e si era visto ridere in faccia dal nostro bullo padrone di casa, che non l’ha fatto nemmeno entrare e l’ha cacciato dicendogli che era stato tutto uno scherzo… Quando me l’ha raccontato come un fatto normale, anzi da riderne ed esserne fieri… l’ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto papale papale “bello stronzo sei stato!”.
    E’ rimasto allocchito e se ne è tornato al banco senza una parola….mi guardava per tutta la mattinata con occhio strano. Verrà il padre-chirurgo di fama- pensai. per niente preoccupata.
    In realtà il ragazzino da allora mi stimò ancor più e tutt’oggi che lo incontro mi fa grandi feste.
    Ciao Anna:)

  9. Il bullismo quello vero, caro Parra, è quello che chi sta a scuola come me o come Anna conosce molto bene.
    E’ sopraffazione, è umiliazione, è prepotenza, tracotanza, abuso, violenza.
    Non è nei blog, almeno in quelli seri, che si trova questo.
    Forse qualcosa di simile c’è nel mondo incravattato degli adulti: si chiama mobbing.
    Ed è una cosa maledettamente seria.
    Perchè la vittima come la vittima del bullismo passa come dici tu da fessa e ha maledettamente ragione solo che non trova la via di farsi valere, perchè nel bullismo come nel mobbing le pecore stanno sempre con il capobranco negativo.
    …così va il mondo da 0 a 90 anni o se preferisci da 1 a 91!!!
    Ciao Cristiana.

  10. L’argomento è interessante, non credo che il bullismo faccia parte dei blog, se non in qualche caso limitato, è un fenomeno radicato nella società, questo sì. Non mi piace generalizzare, credo si tratti di una sorta di esibizionismo, un voler affermare la propria presenza, superando ogni limite e spesso prevaricando la libertà altrui, non c’entra niente con il mobbing come ha detto qualcuno in un commento, mi occupo di temi legati al lavoro, so quello che dico e dispiace sempre vedere citare certe parole a sproposito. E’ sempre piacevole leggerti Parra, ti auguro una buona serata.

  11. Può darsi. Ma contro chi facciamo i bulli? Sun on you
    P.S.: nel cervello esiste una parte destra ed una sinistra. La destra ha a che fare con sentimenti, passioni etc. La sinistra con i ragionamenti, quella che chiamiamo razionalità. O forse il viceversa.

  12. Ritornare bambini è un pò il sogno di tutti. L’infanzia però non sempre è un’isola felice neppure nei ricordi. Marachelle se ne combinavano,ma non a fin di male , solo per scherzare e stare allegri. Quanto ai blog,non credo che la nonna avesse molto da rimproverare,piuttosto resterebbe stupita per la velocità della comunicazione a buon mercato! Con l’augurio di un buon Natale,ma c’è ancora tempo. Corinina

  13. Caro Parra lascio un messaggio a nuovoleinviaggio
    spero non ti spiaccia, ma dal momento che mi ha indirettamente chiamata in causa trovo sia giusto poter replicare.
    Cara nuvoleinviaggio
    se ti fossi linkato o linkata ti avrei risposto sul tuo blog. Poichè mi assumo tutte le responsabilità di quel che ho detto.
    In primis se tu sai di lavoro e di mobbing, io per professione so di bullismo.
    Avrei preferito che mi avessi citato nel contestarmi: metodo più diretto.
    Quel che accomuna l’uno e l’altro, mobbing e bullismo e la vigliaccheria, la sopraffazione, la violenza psicologica, il sistematico attacco all’autostima della vittima, l’esclusione dal rapporto col gruppo dei pari (leggi colleghi)
    Se ciò non è parte costituente del fenomeno mobbing, come del resto del fenomeno bullismo, contraddicimi pure, ma con dati.
    E se vuoi vieni nel mio blog. Ti aspetto per un confronto sereno, purchè col tuo vero nome senza nickname.
    http://enjambement.myblog.it
    Cristiana

  14. ho letto tutto d’un fiato… commenti e post… interessante il discorso sul bullismo, ho un figlio di 12 anni che frequenta la II media e mi sento particolarmente coinvolta… accadono cose gravi nelle scuole e un genitore non sa mai esattamente come comportarsi , cioè …come si può insegnare al proprio figlio a fare il duro per difendersi dai bulli …senza diventare come loro…?
    grazie per il tuo commento su audrey…;o)
    a presto barbara!

  15. L’argomento effettivamente andrebbe approfondito…. anche perchè nella vita, tutti sono venuti in qualche modo in contatto con il bullismo, ognuno traendone le proprie personali e rispettabilissime considerazioni. Sarò felicissimo se l’argomento si espanderà anche in altri blog.
    Come qualche sguardo attento avrà notato il blog sta mutando di aspetto e contenuti, a breve i cambiamenti saranno ancora più consistenti, questo perchè mi diverte moltissimo sperimentare nuove idee, giocare con il linguaggio. Staremo a vedere…..eh..
    ciao a tutti!

  16. sai cosa mi colpisce della lettura dei blog?
    L’omologazione di ricordi che abbiamo tutti….
    come se un grande riordinatore mettese mano ai nostri ricordi, li catalogasse e poi aggiungesse delle immagini indotte nei nostri cervelli….
    generazione d’immagine
    generazione visiva

  17. Caro Parra, anche io ogni tanto ci penso a quei tempi: ancora ho sulla testa, il segno lasciato da una pietra, grossa come un melone….c’è mancato poco che mi uccidesse….mi voleva prendere la fionda. E poi è vero ci sono quelli che facevano cose indicibili ….ciao !

  18. Il bullismo lo conosco bene, per fortuna solo indirettamente. La mia dolce metà è una psicologa dei bambini e adolescenti. Il bullismo ha la stessa diffusione di una volta, però ha cambiato connotati: ora i bambini sono più cattivi. E non perché siano più “creativi”, ma sono creati. E ricordando l’articolo di Gabriele Romagnoli su Repubblica, sono meramente dei prodotti della nuova YouTube Generation. E in questo anche mondo fanno parte anche i blog. Ma non generalizziamo troppo…

    Ciao, mitja

  19. Ah, no, mi rifiuto di credere che il mio blog possa far paura o mettere in difficoltà qualcuno. Le parole possono danneggiare, a volte, è vero, ma non è questo il caso. Da “femminuccia” io non ho sofferto di questo problema, ma l’ho incontrato qualche volta da mamma, attraverso i figli, ed ero sempre combattuta tra il desiderio di insegnargli il modo giusto di comportarsi e la voglia di proteggerli. Non so chi abbia vinto, ma spero che la cosa non abbia influito più di tanto nella loro vita. Niente se non un soffio di ricordi, come il tuo.

  20. Il “bullismo” è sempre esistito perchè è la ricerca della dominazione, della leadership nel branco, caratteristica della fase adolescenziale. Il nonnismo appartiene agli adolescenti adulti, coloro che non sono mai cresciuti. Chi fa il bullo è sempre il più fragile, colui che non ha l’attenzione di chi ha intorno, quello che manca del “carisma” che hanno i veri leader, e che combatte con la violenza per assumere una sorta di visibilità. Quei comportamenti che hai descritto appartengono ad una generazione che aveva ancora un’educazione alle regole, tra le quali il disprezzo della società per i “delinquenti”. Oggi chi si comporta in modo asociale assurge a tutti gli onori del set, quindi quello che è cambiato è la morale della società, e solo la famiglia può insegnare il bene ed il male, perchè questo si apprende nei primi anni di vita. Quando arrivi alle medie è già troppo tardi, se poi sei spalleggiato da una famiglia arrogante, sei perso.
    Anna

  21. Il bullismo purtroppo è un fenomeno di malcostume che si ritrova ovunque, non solo tra gli adolescenti. A volte è espresso in modo smaccato, a volte in maniera subdola e forse ancora più pericolosa. Oggi poi, in cui il cattivo esempio dilaga, le famiglie latitano e morale è una parola dimenticata, credo sia ancora peggio. Ciao 🙂

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