Constanza Vieira ha qualcosa da dire a La Stampa

Ho letto nei giorni scorsi su .laStampa. un articolo di Maurizio Molinari, il titolo dell’articolo: L’Interpol accusa Chavez: “E’ complice delle Farc”. Così ho scritto alla mia amica

5b99404e2e69aab6c393884bd22f2c67.jpgConstanza Vieira. giornalista colombiana  che lavora per l’agenzia di notizie .ipsnoticias per saperne di più, ed ecco quanto mi ha scritto.

Sono imbarazzata, per gli altri colleghi giornalisti e per taluni media, alcuni autorevoli e rinomati, ma cosa stanno facendo con questo tema così scottante che potrebbe scatenare un conflitto a livello emisferico. Dove hanno imparato giornalismo? Hanno dimenticato quello che hanno imparato?

Racconta nel tuo blog ai giornalisti de “La Stampa” e a chi ti voglia leggere, che qui in Colombia, nella Cancillería, nella conferenza stampa di Interpol giovedì scorso regnava un’atmosfera di fortissimo scettiscismo tra i corrispondenti.

Alla conferenza dell’Interpol c’erano giornalisti della stampa internazionale, ma anche alcuni della stampa colombiana, concordiamo in precedenza le domande più strategiche che dobbiamo porre per cercare di individuare le eventuali trappole e bugie in tutto questo imbroglio, dato che il nostro dovere è lo stare con i lettori e con il nostro pubblico, e con la verità – non con il potere, e meno ancora con il potere che c’è dietro le guerre.

Durante la conferenza stampa del corrispondente di Interpol, noi giornalisti incrociavamo sguardi d’incredulità dinnanzi a delle affermazioni che ritenevamo contraddittorie, ma che soltanto si riferiscono al modo in cui sono stati usati i computers a partire dal momento in cui furono sequestrati in territorio equadoregno.

Interpol non ha disquisito sul contenuto dei computers. Per quanto riguarda i contenuti, Interpol soltanto afferma che è convinta del fatto che i PC portatili appartenevano in effetti al guerrillero ucciso o in ogni caso alle Farc.

Questa frase tra virgolette che Stampa ha usato come titolo (Chávez “E’ complice delle Farc”) non compare nel “Rapporto forense di Interpol sui computer ed attrezzature informatiche delle Farc sequestrati dalla Colombia” (così si chiama il rapporto e nella sua versione pubblica si trova in diverse lingue nel sito di Interpol www.interpol.int/ ); nemmeno fu pronunciata dal segretario generale di Interpol, lo statunitense Noble.

Il Venezuela e l’Equador sono membri di Interpol, come lo è anche la Colombia. Noble si è lamentato di non aver ricevuto una risposta da questi due paesi confinanti con la Colombia, quando chiese che la polizia delle due nazioni si riunisse con lui, una volta che Interpol aveva assunto la perizia forense. Del resto questa è`stata la critica più dura che Noble ha fatto contro i governi venezuelano ed equadoregno.

Colui che dice che Chávez è alleato delle Farc è il governo della Colombia.

C’è da aggiungere, al di là della polemica su quello che dicono i computer, che i successivi governi colombiani è da decenni che danno la colpa ad altri paesi per la loro inadeguatezza a risolvere il problema dell’esistenza delle guerriglie nel paese.

Saluti

Constanza Vieira

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Hola Gianluca

Estoy muy avergonzada, por vergüenza ajena, de lo que los colegas periodistas de algunos medios -que hasta ahora han sido prestigiosos- están haciendo con ese tema tan delicado, que puede generar un conflicto hemisférico. ¿Dónde aprendieron periodismo? Lo que aprendieron, ¿se les olvidó?

Cuéntales en tu blog a los periodistas de Stampa, y a quien te quiera leer, que aquí, en Colombia, en la Cancillería, el ambiente que reinaba en la rueda de prensa de Interpol el jueves era de un muy fuerte escepticismo por parte de los corresponsales.

Los periodistas de prensa extranjera, pero también algunos de la prensa colombiana, discutimos previamente las preguntas más estratégicas que se debían hacer, para tratar de identificar las posibles trampas y mentiras en todo este embrollo, pues nuestro deber está con nuestros lectores y nuestro público, y con la verdad – no con el poder, y menos con el poder que está detrás de las guerras.

Durante la conferencia de prensa del enviado de Interpol nos cruzábamos miradas incrédulas, ante afirmaciones que nos parecían contradictorias, pero que sólo tuvieron que ver con la forma como se manejaron los computadores a partir de su incautación, en territorio ecuatoriano.

Interpol NO CONCEPTUÓ SOBRE EL CONTENIDO DE LOS COMPUTADORES. En el aspecto de los contenidos, Interpol solamente afirma que tiene el convencimiento de que los portátiles efectivamente pertenecían al guerrillero abatido, o a las Farc en todo caso.

Esa frase entre comillas con la que titula Stampa (Chávez “E’ complice delle Farc”) no aparece en el “Informe forense de Interpol sobre los ordenadores y equipos informáticos de las Farc decomisados por Colombia” (así se llama el informe y en su versión pública se encuentra en varios idiomas en la página web de Interpol) www.interpol.int/ tampoco fue pronunciada por el secretario general de Interpol, el estadounidense Noble.

Venezuela y Ecuador son parte de Interpol, igual que Colombia. Noble se lamentó de no haber recibido respuesta de esos dos países limítrofes de Colombia, para que se reunieran las policías de las naciones con él, una vez que Interpol asumió el peritazgo forense. Fue la máxima crítica que hizo contra el gobierno venezolano, y el ecuatoriano.

El que dice que Chávez es aliado de las Farc es el gobierno de Colombia.

Hay que agregar, ya por fuera de la discusión sobre si los computadores dicen o no dicen, que los sucesivos gobiernos colombianos llevan varios decenios echándole siempre la culpa a otros, por su incapacidad para solucionar el problema de la existencia de guerrillas en el país.

Saludos

Constanza

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Constanza Vieira ha qualcosa da dire a La Stampaultima modifica: 2008-05-18T21:40:00+02:00da ilparra
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