Per colazione? Una sim card intinta nella Red Bull

images.jpegSabato ho comprato una sim di una compagnia telefonica che comincia con la T, già la parola sim mi mette soggezione, mi pare tanto una eiaculazione grammaticale precoce. Il commesso è preparato, sicuro di se, sguardo affinato al miglior “spottificio” della nota compagnia telefonica, domando una semplice informazione in merito alle ricariche e lui subito parte in un elenco infinito di offerte, tariffe premio, opportunità galattiche che rapidamente mi stendono. Tento di rialzare lo sguardo ma lo stordimento interiore prende il sopravvento. Riprovo a porre la domanda sulla durata di una ricarica, questa volta con più perentorietà, ma il suo sguardo affilato che Paolo Conte definirebbe da veranda mi spinge verso il buio. Non capisco niente, il suo effluvio di offerte che si incaglia nella montatura dei suoi occhiali high-tech e scende giù negli inferi della perdizione tariffaria mi spinge verso il vuoto liquido…. Non mi mancherebbe la voglia di proseguire quella surreale e metafisica conversazione con il commesso, ma il fiato sul collo della donna alle mie spalle che pare voler arrivare prima alla festa dell’otto maggio mi porta a desistere. Esco dal 150px-Red_Bull_250mL_Can.jpgnegozio con ancora più dubbi sulle tariffe di quanto sono entrato, il mio sguardo è così tristemente perso e tariffato che finisce per intercettare la pubblicità di una Red Bull e subito mi pare di vedere tutto più chiaro, mi manca il siero della verità degli anni 2000…..

 

 

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Per colazione? Una sim card intinta nella Red Bullultima modifica: 2009-03-10T10:54:47+01:00da ilparra
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