Da Bignasca a Grillo la politica di peso

Credo che per fare politica serve anche una consistenza fisica, oltre che numerica , i filiformi raramente hanno catturato l’attenzione delle masse, talvolta sono diventati uomini di apparato, ma elettoralmente poco appariscenti o comunque non in grado di scatenare afflati e furori di piazza. Due figure così lontane e così vicine a parer mio, Giuliano Bignasca, leader della lega dei ticinesi, scomparso nei giorni scorsi e Beppe Grillo vigoroso artefice del successo elettorale del Movimento 5 stelle rappresentano al meglio quella fisicità politica di cui sopra parlavo. Giuliano Bignasca interprete di un sentire popolare, le cui radici autoctone hanno sempre tenuto piede nel Canton Ticino, magari albergate nelle chiacchiericcio da bar e Beppe Grillo, istrionico affabulatore di coscienze e sentimenti comuni, propugnatore e fustigatore di popolo. Uniti entrambi da quel fare empatico, che offre loro la possibilità di poter sostenere qualunque discorso, anche il più estremo, ben sapendo che la permeabilità delle coscienze di chi li ascolta offre sempre la più ampia diponibilità. Il loro messaggio è costruito per funzionare nelle piazze, sui giornali, siti, si apparenta con tutte le necessità mediatiche, per questo risulta sempre massimamente attrattivo. L’identificazione nell’espandibilità del messaggio crea quel sostentamento vitale al messaggio stesso, mantenendolo in vita molto più a lungo.Beppe Grillo replica all'Espresso 

L’abito della loro politica sono principalmente loro stessi, il loro rotondo e ospitale sovrappeso è la cerniera del loro messaggio, bucano le sottili linee d’ombra delle coscienze collettive proprio perché la leggerezza e digeribilità dei loro argomenti è suffragata dall’imponenza rassicurante dei loro corpi.  ( continua)

Da Bignasca a Grillo la politica di pesoultima modifica: 2013-03-08T13:46:00+01:00da ilparra
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