Da Bignasca a Grillo la politica di peso – 2a parte

Grillo e Bignasca hanno tralasciato le chiacchiere monocordi e incolori della politica, si sono fatti loro stessi subalterni alla vecchia nomenclatura da giacca e cravatta, i loro look sono assolutamente scevri da qualunque attitudine narcisistica. Basta la loro presenza per abbracciare l’astante pubblico della piazza che cerca solo un conforto caritatevole non di argomenti ma di sentimenti comuni. Si impossessano di argomenti saldati nel sentire comune, li vivono sulle loro facce strapazzate dalla vita e li espellono quasi epidermicamente. Bignasca nella sua sproporzionata presenza fisica offre anche alla più lontana e sfiduciata coscienza quel calore argomentativo che incide profondamente nel pensiero debole dell’asservito elettore. Grillo addomestica le coscienze con quell’innata dote di animale da proscenio, lui è ancora più dinosauro, sul palco l’ingombro del suo fare offusca gli stessi contenuti propagandistici. Sono entrambi figli di un’epoca lontana, apparentemente  ingombranti per la cartilagine di un tempo agile e vorace, freddo e indistinto. Invece sono la prova che anche questo tempo che si fregia di vessilli inutili e imberbi è semplicemente un custode di tante coscienze sole che cercano storie da farsi raccontare.

Da Bignasca a Grillo la politica di peso – 2a parteultima modifica: 2013-03-09T11:26:00+01:00da ilparra
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