Abitudini televisive di un italiano all’estero

Vivendo in Spagna la televisione italiana è la più remota necessità che mi trovo ad avere. Anche se gli ultimi anni, vissuti tra Milano e la bassa Romagna a Faenza, la televisione ha spesso vissuto in casa mia momenti assai poco luminosi. Sia io che mia moglie cibiamo le nostre rispettive curiosità informative e d’intrattenimento con i rispettivi PC, la televisione è un po’ come una lontana parente che ci viene a trovare un paio di volte al mese, quando è tanto. Se ne sta lì quieta e silente, in attesa di un cenno, che ho fatto di male, pare dire, che avranno mai quei monitor sempre accesi che io non ho…   Vivendo all’estero la tv italiana la possiamo seguire solo attraverso la rete, l’ansiogeno telecomando che inframezzava le conversazioni oramai è un lontano ricordo, tutto si orchestra dalla tastiera e questa rende più attiva e partecipativa la fruizione di un programma d’intrattenimento o informativo, proprio perché consente contemporaneamente di fare altro. La televisione così non risulta più essere un’esperienza passiva, ma viene ad essere un elemento quasi di sfondo da avere sul deskstop, nel mentre si scrive o si legge un articolo. Mentre non mi è ancora chiaro se la televisione è subalterna alla rete o è la rete che ha assunto semplicemente l’identità della televisione.

Abitudini televisive di un italiano all’esteroultima modifica: 2013-03-10T11:25:00+01:00da ilparra
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