Dio è morto, Marx pure, ma Google ci vede molto bene

CIMG0946.JPGCredo sia capitato a tutti di trovarsi per strada, magari in un primo pomeriggio di un giorno qualunque, in un paese qualunque, ad un orario qualunque e per un motivo qualunque. Nella fattispecie, il sottoscritto in quel periodo viveva in quel di Faenza, comune romagnolo alle pendici delle colline e ad una trentina di Km dal mare, l’intorno del territorio apparentato con maleodoranti fabbriche che rendono talvolta l’aria nauseabonda tanto quanto la classe politica nostrana. Seduto su una bicicletta invecchiata nelle cantine locali non meno di 30 anni attraversavo corso Garibaldi per arrivare in Piazza del Popolo, quando vengo fotografato da una delle tante macchine che Google fa scodinzolare in ogni dove alla conquista delle mappe. Già perché un tempo si combatteva per i territori, ora le grandi multinazionali combattono per il predominio delle mappe virtuali. A parer mio la modernità non sconfiggerà mai la storia, al massimo farà più click. Considerato che nell’immagine mi sento perfettamente riconoscibile, lo è il mio giubbino jeans, lo sono le mie chiavi appese al collo, per altro, il tutto è confermato da altre persone a me care, per giunta alcune delle quali utilizzatrici finali di occhiali, mi domandavo di quale privacy possiamo ancora parlare. Dove il diritto ad esercitare un servizio sconfina nell’infrangere un altrui diritto, per l’appunto quello alla privacy?  Mi domando quanto tempo dovrà ancora passare, prima che le persone  “pettinate” per  strada dalla tecnologia di Google, vedranno nella pagina di Google Street View un link riconducibile alla loro pagina di Facebook, di Linkedin o di altri social network, dove la sensibilità dei dati postati rende i nostri 4 passi nel mondo quantomeno un po’ meno sconosciuti e soprattutto un po’ meno nostri.

Dio è morto, Marx pure, ma Google ci vede molto beneultima modifica: 2013-05-05T11:21:36+02:00da ilparra
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