Il blocco Grillo

In Italia si vive bene, lo sappiamo, non manca proprio nulla, c’è il sole, il mare, la storia, stupisce solo che per essere oramai un paese fragile ed eterodiretto si abbia ancora voglia di parlare di costituzione, diritti civili, identità nazionale. Che dire di un paese che al termine delle ultime elezioni ha visto determinarsi uno scenario  politico  sposato alla più totale ingovernabilità, scenario facilmente prevedibile, proprio per questo non risulta difficile pensare che sia stato artatamente costruito. Definiamo elettoralmente 3 blocchi partitici distinti e strutturati, facciamo in modo che abbiamo una consistenza e un peso politico assimilabile, ma che siamo immarcescibilmente incompatibili. Il terzo di questi gruppi, quello costituito recentemente, quello più forcaiolo e guerrafondaio utile a raccogliere ed incanalare l’insoddisfazione di massa e soprattutto a riequilibrare numericamente la situazione tra gli altri due blocchi. Il blocco Grillo è quindi il terzo blocco, il blocco utile alla redistribuzione delle forze in campo, il contenitore degli umori, ma soprattutto dei malumori del paese, il cui unico scopo non è la governabilità ma la digeribilità di una situazione politica. Chi non si identifica nei due blocchi di potere PD e PDL, può sempre evacuare il suo malessere incanalando la sua sensibilità politica nelle file di un movimento pronto ad accoglierla. Quanto durerà tutto questo? Chissà, forse solo il tempo di una tornata elettorale appena trascorsa. L’orizzonte comune? Una stagnazione di durata indefinita, confiscata all’oscillazione globale di umori misconosciuti. 

Il blocco Grilloultima modifica: 2013-05-17T20:11:25+02:00da ilparra
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