La “non” persona Silvio Berlusconi

L’Italia sono almeno venti anni che si è ammalata di “Silvio Berlusconi”. Una malattia rara e del tutto inconsueta per quest’epoca, della quale è vittima uno dei paesi più rappresentativi del vecchio continente. Causa ed effetti della malattia li conoscono tutti, inutile rappresentarli nell’ennesimo livoroso post dal sapore antropologico, che vuole ripercorrere tassello dopo tassello la parabola berlusconiana, ponendosi a latere come molti questuanti moralisti. Del resto, l’epidermica realtà si sostanzia in modo nitido anche in 3D. Passiamo oltre, anzi, spostiamoci di lato e proviamo ad osservare l’evolversi della malattia S.B. .

Forse quando si parla della persona Silvio Berlusconi è il sostantivo “persona” che risulta di troppo.  Se S.B. fosse semplicemente un virus del quale si è ammalato questo paese? Un batterio iniettato nel tessuto sociale per accendere le pulsioni emotive, narcotizzare una società, che nei due versanti pro e contro il virus S.B. ne è comunque sempre stata permeata. Un virus che negli anni 70 ha infettato il mondo dell’edilizia, per poi abbracciare e convogliare il suo abbraccio mortale l’intero mondo della comunicazione, dello spettacolo, dello sport e della finanza, in ultimo della politica. Un virus che si è praticamente inghiottito tutto e tutti, amici e nemici, spesso falsamente livorosi, perché palesarsi insensibile al batterio S.B. significa estromettersi da qualunque gioco mediatico.

Ma andiamo con ordine, la non persona S.B. nei primi anni 70 si occupava di edilizia, creando alle porte di Milano, due cittadine sospese sulle pendici di un glamour ante litteram,  permeato da qualche laghetto con pesciolini rossi, ma non per ideologia. Già la malattia si stava evolvendo nella società e il virus S.B. stava raggiungendo il monoscopio degli italiani, quindi le prime televisioni locali, congiuntamente con qualche “ormonale” sostegno finanziario e così nel breve divenire le televisioni sono diventate 2..3 e soprattutto visibili a livello nazionale. Sempre nella metà degli anni 70 il batterio S.B veniva latentemente iniettato anche nella carta stampata, attraverso l’acquisto delle quote de Il Giornale.

Dalle rotative al rotolare del pallone il passo è breve, si fa per dire, ed ecco che la malattia raggiunge il pallone con l’acquisto del Milan, della squadra di pallavolo Gonzaga, dell’ hockey Devils e del rugby (Ruby era ancora lontana)  Amatori, volendo creare un’unica polisportiva. La malattia ha raggiunto quasi la sua massima espressione virale con l’acquisto della casa editrice Mondadori, per trovare la sua massima espressione virale e tossicologica con l’infezione nella politica. Per non dimenticare il suo batteriologico proliferare nel mondo bancario assicurativo, pubblicitario, la grande distribuzione.

Una persona qualunque si alza la mattina e se gli va bene riesce a portare a casa una giornata soddisfacente nel suo ufficio, nella sua fabbrica, negozio, se tutto gli va bene può diventare nel suo campo specifico una persona di successo, di grande successo, magari riesce anche ad attivare anche una seconda attività, magari a sua volta di successo, magari una terza…. Ma, quanto fatto dal suddetto S.B. forse ha una risposta, solo una risposta “ batteriologica”.

 

 

La “non” persona Silvio Berlusconiultima modifica: 2013-08-08T00:22:54+02:00da ilparra
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