Boro..Talk show

Vivendo all’estero non seguo  la tv italiana, quindi niente talk show politici, ne vivo dei loro riflessi postati in rete, giornali, YouTube, tuttavia credo di non essermi perso proprio nulla. Dall’epoca del primo duello Frost / Nixon, rivisitato dal celebre film di Ron Howard,  credo che nella tv generalista e non solo… sono cambiate tante cose per non cambiare niente.

Nei Talk show ci sono sempre il conduttore, i due, tre “avversari” politici, i giornalisti aggrappati alla loro presunta ontologia politica più che deontologia. C’è il conduttore, il vero alfiere della situazione, che così come sulla scacchiera, si muove in diagonale in modo da generare prospettive e letture differenti della trasmissione all’unica vittima del programma, il tele.spetta.tore inducendolo a sentirsi “quasi”  onnisciente. La povera vittima seduta a casa in poltrona deve sempre avere la convinzione di capire tutto, sapere tutto, del passato, del presente e del futuro.

Non deve accorgersi di essere davanti ad una semplice sceneggiatura, imboccata perché le sue sinapsi non facciano troppo sforzo per comprenderla.

Piccoli Blob di Talk:

Se in studio c’è l’onorevole Santanché, sicuramente verrà subito messa a favore di telecamera nelle riprese d’insieme, perché il dibattito è officiato dalle sue intemperanze, che presto o tardi colpiranno sul personale il suo contendente politico, in modo da rendere quel dato frangente televisivo riproducibile e cliccabile sul web con sommo giubilo per tutti, conduttore compreso.

Se si parla del ministro Kyenge, in studio non può mancare l’esponente leghista dall’intransigenza catodica che erutta giudizi e opinioni suggestive sulla pelle del ministro. Se l’ospite é Brunetta non può mancare il dipendente statale, lo studente incazzato o il sindacalista. A seguire, la scoppiettante Mussolini arreda bene la sceneggiatura della trasmissione se accoppiata con un contendente sparring partner pacato e poco ciarliero in modo da non creare il corto circuito da programma domenicale, tarato sulle sinapsi distratte delle massaie. Se l’ospite è il pacato e misurato Giuseppe Civati, l’avversario/a non può che essere una verace pidiellina che gli scompiglia la sempreverde riga da una parte nel punto nodale del programma.

Se nel parterre dei giornalisti scalpita Andrea Scanzi, non può mancare l’esponente integerrimo PD o PDL, così se è parcheggiato Filippo Facci la dialettica televisiva impone un esponente mediatico di area PD  o una pidiellina dall’aria non troppo simpatica in modo che il buon Facci la possa azzoppare..

La commedia dei Talk show politici è sempre la stessa, eppure nelle televisioni pare proprio che sovrabbondino per i malcapitati che non hanno di meglio che sorbirseli, del resto, bassi costi produttivi, i partiti che necessitano fare la loro propaganda, giornalisti che necessitano accreditamenti, comparse tra il pubblico che escogitano ammiccamenti.. 

 

Così si può continuare all’infinito, le sceneggiature ben orchestrate dal Santoro, Floris, Paragone, Telese ect… sono sempre le stesse, si distingue Lilli Gruber, nel suo programma che io ricordi spargimenti di sangue non ve ne sono stati, del resto l’orario da tavola, con il pubblico ancora alle prese con la bresaola o il gorgonzola,  impone un rigore clericale, quantomeno per non alterarne i succhi gastrici e consentir loro di arrivare alla frutta, non solo sulla tavola….

Boro..Talk showultima modifica: 2013-09-03T19:08:00+02:00da ilparra
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